martedì 29 ottobre 2013

Lo stilismo registico che diventa genere specifico.



Quei registi che proprio non si scrollano di dosso lo stile creativo che contraddistingue le loro opere! Parliamo di Tim Burton, per esempio, e del suo bizzarro goticismo. O parliamo di Sofia Coppola e del suo cinema rosa… Ce ne sarebbero altri da menzionare, certo. Ma la forte impronta stilistica della quale certi registi fanno una peculiarità inscindibile con l’opera stessa, può essere il punto di forza e il loro lato debole allo stesso tempo.
Contraddistinguere le proprie opere o essere etichettati in basse ad esse?
Scegliere un film di Burton potrebbe significare, per certi versi, optare per quel cinema definibile “rassicurante”. Che il suo stile piaccia o meno, le sue pellicole sono caratterizzate da una forte personalità. Sono riconoscibili. Scegliere un film (o l’ennesimo film) di un dato regista perché contiene gli elementi tipici della sua opera, significa andare a vedere un film e sapere che cosa trovare.
Il rischio, si potrebbe pensare, è che certe pellicole possano apparire simili tra loro e che quello stile tanto accentuato, dia l’aria di essere già visto.
Il cinema rassicurante allora è un sorta di libro aperto per lo spettatore. 
Ma il target è lo stesso o c’è un ricambio di pubblico?
Paolo Conte disse che un artista deve saper deludere il suo pubblico offrendogli novità, spiazzarlo. Per un regista lo spiazzamento potrebbe avvenire se si cimentasse in generi a lui inediti, diversi da quelli ai quali il suo pubblico è abituato (immaginiamo per esempio che Burton abbandoni l’Horror Fantasy!!), magari conservando il suo modo di far cinema ma proiettandolo su altri generi.
Vero anche il contrario però. Saper dominare bene un film con la propria impronta, non farà mai cadere nella noia. Difficilmente si resterà delusi (o sorpresi), poichè si sa cosa aspettarsi. 
E non è un male. E se lo stile dominante di un regista non piace, semplicemente non si andrà a vedere un suo film in uscita.
L’impronta stilistica diventa in qualche caso un genere specifico. 
Dosarla è compito del cineasta. Apprezzarla è una scelta del pubblico.

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