domenica 24 novembre 2013

Il cinema francese e la sua scalata.

    La Francia della Nouvelle Vague, quel cinema degli anni '50 divenuto punto di riferimento per grandi cineasti, ha lasciato un'impronta indelebile nell'arte cinematografica francese. Ma il ricordo di quel modello tanto sublime (vuoi per la crisi, vuoi per le mode...) é scolorito nel tempo, ritrovando il suo vigore solo recentemente.
Ma il cinema francese odierno vive ancora della venerazione di quel passato o si impone rinnovato sul panorama europeo e mondiale? 




http://www.mymovies.it/film/2013/moodindigo/poster/0/


   Pensando a nomi come Luc Besson ed al suo genere d'azione, o ai giovani registi che stanno sperimentando con creatività nuovi stili proponendo opere come Transporter, Quasi Amici o prodotti più visionari come Mood Indigo, é piuttosto comprensibile come oggi, la Francia, si proponga con dignità assoluta nel mondo del cinema europeo e mondiale.
Seconda in Europa solo al cinema inglese, e superata dal cinema asiatico e hollywoodiano, la Francia, che ha vissuto di rendita del suo periodo d' oro, dopo un periodo di mediocrità, è rifiorita nello stile, conquistando un posto di degno rispetto, priva però dell'autorialità e freschezza scenografica della quale é stata capace nell'era post bellica.
   Con quali nomi la Francia é andata alla rimonta?
Certamente registi come Besson, Leterrier, Aja, Marchal, Siri, hanno condotto in primis questa scalata, e tra gli attori che si sono saputi distinguere al meglio vanno ricordati Luchini e Jean Dujardin insieme agli intramontabili Eva Green, Jean Reno, Gerard Depardieu e Vincent Cassel.
   Sovrastimato no quindi e non il migliore, ma con dei tratti tipicamente suoi: le pellicole francesi vantano una buona narratività ed una pregiata attenzione al soggetto, e l'inconfondibile sofisticatezza nell'umorismo.
Dall'alpagueur ai più recenti L'odio o La ragazza sul ponte, per giungere a commedie moderne come Giù al nord o Quasi amici, anche i temi più complessi vengono proposti senza ripiegare su una falsa retorica o su un sentimentalismo negativo. 

 
   

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