sabato 30 novembre 2013

Non solo spettatori: siamo anche critici.

   Essere attenti spettatori e saper interagire con l'opera cinematografica non é cosa facile. Spesso ci mettiamo nella condizione di subire la pellicola, senza riuscire a vivere l'esperienza filmica come una nuova realtà. 
Quel meccanismo di partecipazione al prodotto cinematografico fa del cinema uno strumento di comunicazione e di rappresentazione del reale, e lo schermo diviene lo specchio dove accedere al simbolico.
La ricchezza percettiva che il cinema offre è parte integrante del suo potere sociale: il pubblico spettatore, immerso in un processo di significazione, diventa giudice di quella porzione di realtà che si muove davanti a lui.
E' certamente più comodo essere assorbiti dal film, seguirne la vicenda, conoscere i personaggi, ascoltare i dialoghi e commentare il finale... Più difficile porsi dal lato del critico, oltre quello dello spettatore: osservare l'opera oggettivamente, a prescindere dal fatto che ci sia piaciuta o meno, coglierne il messaggio o l'artisticità simbolica. Probabilmente non dovremmo temere di affrontare criticamente neanche opere considerate “intoccabili”, evitare di restare schiacciati da un giudizio universale e criticare da individualisti una pellicola. 
Sarà capitato a tutti comunque di andare al cinema per curiosità (o per noia), di affittare il dvd che ha tanto fatto discutere o imbatterci in tv, facendo zapping, nel film che ha sbancato il botteghino alla sua uscita... e fermarsi a guardarlo, magari distrattamente.
Essere parte del pubblico é ciò che facciamo anche inconsapevolmente, e quando scegliamo di essere critici lo facciamo invece in nome del piacere visivo e dell'identificazione che sempre lega un film al suo spettatore.

 

2 commenti:

  1. Il cinema è innanzitutto intrattenimento. Non è per nulla strano che sia difficile interagire con l'opera cinematografica in maniera diversa.
    Avere un blog dove si parla di cinema è già un vantaggio, perché costringe chi scrive a non fermarsi al lato esteriore delle cose.

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  2. Un'osservazione che mi ha fatto pensare a molti aspetti del rapporto cinema e spettatore.. Grazie.

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