lunedì 25 novembre 2013

Oh Boy. Un caffé a Berlino.

   Interessante soggetto di Jan Ole Gerster che lo dirige quasi in stile neorealista, offrendo al pubblico un'opera originale e ben strutturata.
   La narratività é lineare, con una cadenza lenta ma non deludente. Ben caratterizzati i personaggi principali che vengono proposti uno dopo l'altro in una cronologia che racconta gli eventi di una sola giornata.

http://www.mymovies.it/film/2012/ohboy/poster/0/


   E per un giorno viviamo il quotidiano (per così dire "normale") di un personaggio mediocre, taciturno, apparentemente incomprensibile, da svelare. Scopriamo poi invece che tutto ciò che c'era da sapere di lui, in realtà ci é stato già detto, sin dall'inizio. Il cerchio si chiude con l'ultimo evento della giornata, ed é lì che capiamo di conoscere il personaggio.
   Simbolico il caffè che tanto sembra essere desiderato dal protagonista e che, nonostante i tentativi ripetuti, resta un miraggio, un qualcosa di non conquistabile. E bella la Berlino fotografica che viene raffigurata in maniera quasi svincolata dal tempo. In realtà la scelta di mostrarla in maniera più antiquata cade a pennello, dato i continui riferimenti storici nella vicenda (complice anche il bianco e nero presente in tutta la durata della pellicola, che viene percepito ancora più armoniosamente).
Prosodia lenta, personaggi ben caratterizzati, commenti musicali poco invadenti e una buona regia a sostegno di una trama semplice ma che offre spunti per una profonda riflessione.
Decisiva la figura (e ottima interpretazione) del personaggio del vecchio, che molto probabilmente contiene la chiave di lettura dell'intera storia e che porta il protagonista alla consapevolezza di sé..


   Ed ora... può godersi il suo caffè.


Official site:
http://www.ohboy.x-verleih.de/

Scheda tecnica:
http://www.imdb.com/title/tt1954701/?ref_=ttexst_exst_tt

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