domenica 8 dicembre 2013

Capitan Harlock. Grandiosità tecnica e malcontento dei fans?

   Dal primo gennaio rivive anche nelle sale italiane Capitan Harlock, il cupo pirata spaziale di Leji Matsumoto, personaggio che accompagnò più di trent'anni fa un'intera generazione, dal Giappone fino in Europa. Rinnovato pienamente nello stile da un 3D e da una tecnologia d'avanguardia, il nuovo film di Harlock é frutto dell'impegno creativo di Shinji Aramaki (e della Toei Animation), che ne conserva i tratti peculiari ma plasma, a misura di pellicola, la figura del Capitano, alterandone in parte il volto leggendario. 

   


   I fans dell'Harlock originale probabilmente piangeranno la scelta di Aramaki di rendere il ruolo del Capitano più sfuggente, meno centrale, farlo apparire come un'icona che entra in scena e scompare senza essere acclamato nè rimpianto. Questo nuovo capitolo vede in prima linea non tanto Harlock, quanto i due fratelli in lotta tra loro, che rappresenteranno il fulcro centrale della storia: Logan e l'ufficiale Ezra. Il primo, inizialmente infiltrato a bordo dell'Arcadia, si schiererà con Harlock contro la coalizione Gaia, e contro suo fratello. 
   La natura della vicenda ci aiuta a riconoscere l'etica essenziale del Capitano, ma forse questo ai seguaci del mito di Matsumoto non basta... Perennemente in lotta contro i regimi totalitari, devoto paladino della libertà, solitario e riservato, tenderà ad ostentare la sua leggenda, e lo farà assumendo le sembianze del mito inafferrabile. Interessante comunque la simmetria col personaggio Logan, suo iniziale nemico e suo ipotetico successore. Entrambi accomunati da un passato che pesa sulle loro coscienze (Harlock é un ex ufficiale dello schieramento nemico), si alleano per condividere i propri ideali. L'idea dell'unione per un fine comune e la rinuncia ad un isolamento estremo é il tema che caratterizza questo film ma che abbandona (forse troppo drasticamente), la pirateria spaziale che comunemente ci si aspetterebbe parlando di Harlock. Il lato struggente del personaggio al quale eravamo abituati forse non emergerà in questa pellicola che, comunque, si dice essere il linea col mito originale. 
   L'aspettativa é quella di un soggetto meno particolare di quello di Matsumoto, immerso in una storia più generica. Attendendo l'uscita del film in Italia possiamo solamente sperare che questa pellicola doni ai personaggi la loro essenza anche se verrà a mancare l'elemento narrativo originale al quale eravamo affezionati.


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