martedì 30 dicembre 2014

2014 Infauste classifiche: i flop, i più piratati e i "not bankables"

   Tempo di bilanci e di chiusura dei conti. Su tutto. Anche al cinema si tirano le somme dell'anno e pure io, mio malgrado, sono andata a sficcanasare tra le classifiche più infauste. 
   L'occhio mi è andato da subito sulla twenty top dei più piratati dell'anno. Questa lista è stata compilata da un'agenzia che ha l'ingrato compito di analizzare i dati delle attività illegali del web, la Excipio (e suppongo che abbia il suo bel da fare!), e vediamo che in testa c'è l'irriverente pellicola The Wolf of Wall Street che "vanta" un 30 milioni di download. Frozen le sta subito dietro con pochi spiccioli in meno, mentre al terzo posto siede RoboCop. La top 20 conta altre pellicole meta dei pirataggi più spietati come Lo Hobbit (capitolo 2) e Gravity
   Non meno affascinante è lo stillicidio dei flop 2014 che offre come ogni anno uno spietato resoconto derivato dal conteggio ai botteghini. 47 Ronin apre la "Schindler's List" con una remunerazione imbarazzante rispetto al suo investimento, seguito da Legends of Oz: Dorothy's return e Sin City 2. Lista che non finisce qua perchè, anche se poco sorpresi, troviamo Transcendence, Pompei, I, Frankenstein e ... altri compagni di merende che tutto sommato ci aspettavamo. Considerazione che ho letto spesso in giro negli ultimi giorni è proprio quella sulla remuneratività delle pellicole Usa che non soddisfano più le aspettative dei produttori, come avveniva anni addietro. A tamponare le casse delle case di produzione ci pensa il cinema cinese, indiano e russo come ci stiamo abituando a vedere da un po'.
   Per concludere "mi impacchio" nelle classifiche nere che bollano gli interpreti meno remunerativi che si sono guadagnati nel 2014 la nomenclatura not bankables. In testa c'è il pagliaccio di Hollywood Adam Sendler che sta arrancando da qualche tempo, poi l'amico di sventura Johnny Depp, seguito per mano da Ben Stiller. La lista della spesa continua (e qui mi sono stupita) con Tom Hanks e Sandra Bullock. Nel mezzo e a finire ce ne sono altri ma di questi due nomi sono rimasta più colpita. La classifica è stata stilata come ogni anno dalla rivista Forbes e anche questa volta ha fatto strage di Vips. 
Non c'è da aggiungere granchè. 
   Che dire per salutarvi? Spengo il pc, festeggio il nuovo anno nell'intimità della mia casa e con le persone delle quali non potrei fare a meno nella vita (più il cane!).
Ho modificato la grafica del mio microscopico blog perchè era tempo di schiarire pensieri e colori.
   Saluto e auguro a tutti un felice inizio di anno e un fanculo al 2014 se non sempre è stato dalla nostra parte!




domenica 28 dicembre 2014

I CineEvergreen. Batman Begins

"Allora, che ne dice?"
"Nera si può avere?"


http://www.imdb.com/title/tt0372784/?ref_=fn_al_tt_1





Batman Begins (2005)
Regia di Christopher Nolan
Lucius Fox (Morgan Freeman) / Bruce Wayne - Batman (Christian Bale)
Fonte citazione MyMovies

mercoledì 24 dicembre 2014

Anno al cinema che va, anno al cinema che viene ... e per me c'è un bebè.

   Alura, non sto a redigere un resoconto sul 2014 cinematografico perchè lo conosciamo bene tutti e il web non ha certo bisogno della mia analisi. Posso azzardare giusto un commento personale sulle tappe che hanno distinto l'anno andante, anno che non è stato poi così male. 
   Titoli validi ne abbiamo visti in programmazione e abbiamo gustato di opere filmiche di vari generi che tutto sommato possono essere messe negli annali (almeno qualcuna). 
Buona la fantascienza (e questo lo dico con piacere dato che è uno dei miei generi preferiti) e buona la qualità dei prodotti sci-fi. L'abbiamo visto con Interstellar e Lucy (in parte) che, al di là della vicenda e struttura narrativa, avevano di supporto un lavoro pregevole di regia e una consistenza scenografica non da buttare. Questo 2014 ci ha svelato un buon cinema italiano con i biografici Il giovane favoloso, Pasolini e il drammatico Torneranno i prati. Le saghe sono state accontentate piuttosto degnamente con il terzo di Hunger Games, l'animazione con i Pinguini di Madagascar, il genere commedia con Frank e il comico ha ospitato il ritorno di Scemo e + scemo 2. Altro ritorno sullo schermo c'è stato con Philip nel thriller La spia. Categoria drammatico si è ben difesa direi con un ancora convincente Matthew in Mud e con Boyhood che, penso, abbia convinto proprio tutti. L'horror ha spaziato qua e là con toccate e fuga buonine ma non mi pronuncio più di tanto (Necropolis, Clown, Carrie ... mah...).
I miei amati cinecomics sono stati ok con Captain America The Winter Soldier, lo stile fumettistico accontentato con Sin City (lasciamo perdere la trama!) e l'anno si conclude bene col fantasy atteso Lo Hobbit.
   Abbiamo salutato tanti nomi del mondo del cinema: il regista Mazzacurati, il grandissimo Seymour Hoffman, l'intramontabile Shirley Temple, il ghostbuster Harold Ramis, Bob Hoskins, un papà di Alien Hans Ruedi Giger, il "brutto" Eli Wallach, l'amico di tutti Robin Williams, Richard Kiel e la Sig.ra Virna.

   Che dire ancora? ...  Solo che faccio gli auguri a tutti quelli che ho avuto modo di conoscere "virtualmente" durante l'anno, i lettori di passaggio e non, i membri delle communities e i bloggers. 
Speriamo in un 2015 cazzutissimo per noi tutti, sia al cinema che altrove! 
   Ad inizio maggio per me arriva un bimbo (o una bimba?) e sono felicissima. 

Ps. Detto tra noi mi auguro che aspetti a nascere, giusto il tempo per farmi vedere al cinema Avengers!!! :))))




   Un augurio grande,
            Manu

sabato 20 dicembre 2014

Solito caro film ... Andare a cena con un vecchio amico.

    Dirselo quasi dal mattino, "stasera me lo riguardo". Sentirne un bisogno affettivo, quasi nostalgico, dettato dall'abitudine e dal desiderio rilassante del "giocare in casa". Ritirare fuori il vecchio film che ci sta a cuore può essere davvero consolatorio a volte, come una rimpatriata tra amici intimi. Il dvd più visto della propria cineteca, magari un vhs logorato che ancora scorre bene, quello di cui si conoscono dialoghi, sequenze e intere battute. Probabilmente c'è chi guarda un film già visto solo qualche volta nella vita, e chi invece con cadenze relativamente più frequenti. 
   Il fatto non sta tanto nel numero delle visioni, ma nel come si gusta quell'ennesima visione. Aver voglia di riguardare una pellicola vista e conosciuta penso sia una sorta di amicizia tra film e spettatore che, nonostante le scappatelle continue con le nuove visioni, ti riporta comunque a fare un saluto al caro vecchio filmetto. Nel mio caso il titolo più scelto tra le vecchie visioni è Lucky Number Slevin (2006) di Paul McGuican. Un thriller che non è di certo passato alla storia del cinema ma che, bene o male, credo si sia difeso benino. Un cast che funziona, una caratterizzazione pittoresca dei personaggi, una scenografia retro interessante, e una regia assolutamente non lineare che movimenta con astuzia eventi e tempi. Perchè è tra i miei gettonatissimi non saprei dirlo, dato che non è il film più bello che abbia mai visto, ma si incastra con me, a meraviglia. Mi rilassa se sono stanca, diverte se sono annoiata, mi intrattiene se butto solo un occhio alla tv. 
   Questione di gusto, questo è certo. Questione anche di ricordi, perchè no? Probabilmente parliamo di abitudini che cambiano col tempo. Magari una pellicola vista durante le maratone televisive negli anni univesitari la ricordiamo con piacere, quella vista durante un periodo sfigato della propria esistenza non la ritiriamo di certo fuori per la terza volta. 
   
   Per ora resto tra coloro che hanno un cibo preferito, un colore preferito e una pellicola amica. In fondo, non c'è nulla di male.

mercoledì 10 dicembre 2014

The Crow 2015. Questo reboot non s'ha da fare.

   Che forse dal titolo si intuisce una qualche vaga avversità da parte mia per il reboot di un cult d'eccellenza come Il Corvo?!? Senza lasciarlo intuire mi dichiaro direttamente io contraria a questo lavoro tanto discusso e così tanto rimpastato, che neanche per il panettone ci vogliono tante lievitate.
    Allora, non vedo necessariamente sempre di cattivo occhio il riproponimento di pellicole celebri ma, per Il Corvo, mi sento di restare nella posizione in cui mi trovavo già all'epoca dell'uscita del capitolo 2. Di corvo per me ce n'è uno e uno solo. Non esistono prosegui della storia o reboot che siano. Oramai di questo lavoro si discute da un po' e ancora si parla di cambiamenti. Luke Evans pare essersi tolto ufficiosamente dal cast (anzi, lascia il ruolo per eccellenza, quello di Eric) e per la regia sembra definito un passaggio di palla: dall'annunciato F. Javier Gutierrez (vedi prossimo The Ring) a Corin Hardy, noto più nel mondo dei videoclip e al debutto prossimo con The Hallow. 
   Che dire? Il mio è solo il commento di una nostalgica del Brandon Lee che ha dato volto e anima ad un personaggio oscuro che è stato impossibile non amare. Un'immagine la sua, legata indiscutibilmente alla sorte dell'attore e alla "maledizione" che ha colpito questa pellicola celebre. Un'immagine che, a mio modo di vedere, non è doppiabile, non è riproponibile. Un reboot non necessario che andrebbe accantonato anche solo per un rispetto doveroso. Un reboot che avrebbe il solo scopo di lucro poichè raccoglierebbe la fama di un originario corvo caduto, ma che non sarebbe mai la stessa cosa...



   E per l'occasione, dopo il post, aggiungo anche un CineEvergreen dedicato al cultissimo del 1994, con la citazione della poesia che Eric recita irrompendo nel negozio di Gideon "The Raven" di Edgar Allan Poe. "Suddenly I heard a tapping ... ".


The Raven versione originale
http://thecrow.altervista.org/materiale/the_raven.txt




I CineEvergreen. The Crow


  " All'improvviso sentii un rumore, 
come se qualcuno stesse bussando gentilmente alla porta del mio negozio ".


http://www.imdb.com/title/tt0109506/?ref_=fn_al_tt_1


Il Corvo ("The Crow"), 1994
Regia di  Alex Proyas
Eric Draven / Brandon Lee
Fonte citazione: Silenzio in sala

martedì 2 dicembre 2014

I CineEvergreen. Cosmopolis

" ... quello della reputazione è un fenomeno piuttosto delicato. 
Una persona emerge con una parola e una precipita con una sillaba."


http://www.imdb.com/title/tt1480656/?ref_=nv_sr_1




"Cosmopolis" 2012
Regia di David Cronenberg
 Eric Packer / Robert Pattinson
Fonte citazione My Movies

domenica 23 novembre 2014

Il commento del fisico Marco Delmastro su Interstellar.

http://www.imdb.com/title/tt0816692/?ref_=nv_sr_1
Tantissime le recensioni che circolano in rete nelle ultime settimane su Interstellar.
Una mi ha colpita più delle altre e mi è stata segnalata da un mio carissimo amico, lettore di Borborigmi di un fisico renitente, blog del fisico italiano Marco Delmastro.
Non mi sono mai chiesta come potesse giudicare un film di questo genere un addetto ai lavori di così alto livello come il fisico Delmastro. Eppure, come lui stesso dice, da comune spettatore si è recato al cinema e ha guardato il film tanto atteso di Nolan. Lui non ha voluto ricavarne una recensione tecnica dal punto di vista cinematografico, ma ha voluto esprimere le sue considerazioni dal punto di vista scientifico. Una visione interessantissima che a mio parere (a prescindere dal fatto che il film sia piaciuto o meno), andrebbe conosciuta. Delmastro scrive di essere un amante della fantascienza e sostenitore della "sospensione dell’incredulità" e questa è una cosa alla quale noi amanti del genere in questione (e non solo) non facciamo fatica a capire. Descrivere Interstellar come una grande opera visiva e artistica è cosa pacifica anche per il fisico italiano, ma la debolezza del film, cieca ovviamente a molti, consiste nella credibilità.
   Linko la pagina del blog con la recensione di Delmastro e mi limito solamente ad elencare i punti che lui stesso ha messo in discussione, analizzandoli ovviamente dall'ottica della fisica.
Inadeguatezze tecniche e di design, lacune scientifiche e risposte abbozzate su una trama poco efficace sono solo alcune delle trascuratezze che secondo Delmastro rendono Interstellar uno sforzo non riuscito. Lui stesso scrive: "In un film che fa uno sforzo così evidente e deliberato di usare della scienza “vera” come fondamento del suo racconto, gli errori grossolani nelle cose più semplici sono fastidiosi". E ancora "Nolan costruisce un racconto che si fonda sul dramma di un tempo che scorre in modo diverso (...), e poi si dimentica della sua stessa premessa, per abbozzare una soluzione scontatissima (il paradosso temporale, noi stessi che dal futuro ci auto-salviamo)".
La frase "... basta usare la parola magica “quantistico”, e i problemi spariscono, cosa che Intestellar puntualmente fa", è quella che più mi ha fatto sorridere, non tanto per il sottile sarcasmo usato, quanto per l'idea che rende questa espressione. In effetti (e a parlare sono io da persona totalmente ignorante in materia), spesso nei film di fantascienza o simil, quando si incappa in terreni tortuosi e difficilmente spiegabili con la logica, ecco che si prende la palla al balzo e si usa il termine quantistico per spiegare ciò che non si riesce a spiegare. Immagino che Kip Thorne, il fisico teorico che ha lavorato come consulente alla realizzazione della pellicola si sia trovato di fronte ad un terreno minato: conciliare sapere scientifico e rappresentazione cinematografica in una sola dimensione. Non sarà stata cosa facile suppongo.
   Termino con la mia modestissima (e ignorantissima) opinione sul film, che ho apprezzato per quanto riguarda l'aspetto visivo e creativo in generale. Matthew anche questa volta non mi ha delusa. Lunghezza eccessiva che poteva essere evitata in parte. E si, nel mio piccolo, ho trovato vaghe alcune sequenze situazionali che non si facevano comprendere a pieno. La recensione di Delmastro mi ha aiutata infatti a capire quello che non potevo arrivare a comprendere da sola. Lasciando perdere quello che può essere (legittimamente) condannato dalla fisica, penso che comunque "Cinema" sia anche questo: accettare ciò che ci viene proposto è probabilmente l'atteggiamento migliore da assumere per godere un film. Che tutto possa essere compreso in nome della logica, del sapere o della scienza, forse in alcuni casi può essere trascurato. Sentire anche la campana degli addetti ai lavori non è certo cosa sbagliata. Potremo comunque continuare ad apprezzare un film anche se ci vengono mostrati i suoi lati lacunosi.

Borborigmi di un fisico renitente
Blog di Marco Delmastro

http://www.borborigmi.org/2014/11/11/interstellar-non-e-un-corso-di-astrofisica-teorica-ma-non-e-questo-il-suo-problema/#header

domenica 16 novembre 2014

“Eh, ma … vai al cinema da sola?!”. Il momento tantrico: tu, un biglietto tra le mani e una pellicola.

   Sorrido ogni volta che sento o che mi fanno questa domanda, che tanto domanda poi alla fine non è. Un'esclamazione che lascia intendere un commento sommesso, quasi un giudizio sociale: al cinema da solo no. E perchè?
   Altra domenica in cui il marito è fuori città per lavoro, in cui gli amici passano del tempo in famiglia, e io perchè mai non dovrei andare al cinema a vedere il film che aspetto da giorni? 
Infatti, non avendo un motivo per non andare, ci vado.
Bello vedere che puntualmente l'addetto alla cassa biglietti (che non alza mai lo sguardo per nessuno di quelli in fila), al sentire “un biglietto” alza il viso per guardarti in faccia. Curioso. 
Poi è bellissimo quando ti siedi nella poltroncina in sala, occupi diligentemente il posto che ti è stato assegnato e … la tipa seduta nella tua fila ti guarda con la coda dell'occhio. Sempre più curioso. 
Non finisce qui. Inevitabilmente incroci lo sguardo dello spettatore solitario (che sempre c'è in sala oltre te) che ti nota, e spontaneamente si accende una sorta di complicità empatica, che sfocia quasi in un sorriso appena pronunciato. Cosa accade in quel momento? Ci si sente solidali? Forse ci si domanda del perchè l'altro sia solo, se, come te, non abbia voluto rinunciare al film pur non avendo compagnia o se sia un frequentatore di sala solitario.
Il back round è ancora più spassoso. Ti chiama la suocera o l'amica per dare un saluto e ti lasci sfuggire che stai andando al cinema. Come un'oracolo lei intuisce che ci vai da sola e scatta la fase dell'aggiustamento “ma se lo dicevi ci organizzavamo insieme … ” e bla bla bla. 
   Ma perchè spesso si pensa che l'andare al cinema da soli sia una situazione limite, un ripiego disperato o chissà che altro? Capita anche a voi, cinefili solitari? Vi siete mai sentiti osservati come se aveste un'insegna luminosa in fronte con scritto “SONO AL CINEMA DA SOLO”?
Ora, c'è film e film, quello più adatto alle risate in compagnia, agli scambi di opinione a caldo o ai commentacci del momento. Ma c'è il film che ti chiama e chiama solo te. Quello che ti abbraccia in tutta la visione e ti culla. 
E quello è il momento tantrico: tu, un biglietto tra le mani e una pellicola. 
E se ci metti pure una porzione di pop corn (rigorosamente singola), pure meglio.
   Leggendo mi è capitato di vedere menzionata la situazione del cinema “da soli” come un esempio di fobia sociale. Questo l'ho tratto da un sito (che per dovere di diritti linko sotto): “La fobia sociale è una condizione psicologica che causa disagio in situazioni di carattere sociale. (…) Uno dei contesti che potrebbe causare una reazione ansiogena è il cinema (...). Il soggetto sociofobico vive questa dimensione con disagio perché teme di essere osservato, di essere al centro dell’attenzione o di essere giudicato dalle altre persone.”.
    Per fortuna non sono un soggetto fobico e non scrivo questo certo per criticare chi, invece, vive una visione al cinema solitaria come una pessima esperienza. Riflettevo solo su come, per molti, anche il cinema rientri negli stereotipi comunemente diffusi: che al cinema in genere si va in compagnia.
Resto dell'opinione che un cinema solitario sia uno dei modi più intimi per vivere la propria passione. Come leggere un libro, come guidare la propria auto … Bisogna farlo da sé. 
   C'è anche da dire che il compagno perfetto di sala non è neanche facilissimo da trovare. Spesso ho apprezzato enormemente i miei ingressi solitari in sala proprio perchè non c'era nessuno con me a distrarmi dalla visione, o nessuno per cui sperare che il film piacesse anche a lui.
Insomma, faccio parte ormai da tempo del popolo dei singles del cinema e ammetto di starci davvero bene. Se poi capita una visione in compagnia... perchè no? Volentieri. Magari scrocco anche il passaggio … !


Fonte citazione:

giovedì 13 novembre 2014

I CineEvergreen. Il trono di spade

" Verrà un giorno, quando crederai di essere felice e al sicuro, in cui la tua gioia si tramuterà in cenere tra le tue mani. E il tuo debito sarà pagato. "



http://www.imdb.com/title/tt0944947/?ref_=fn_al_tt_1



Game of Thrones - Stagione 2
 Tyrion Lannister (Peter Dinklage)
Fonte citazione MyMovies

domenica 9 novembre 2014

David Letterman: “Scemo & + Scemo 2” e il Jim Carrey show.

   Puntata di una settimana fa e poco piu', ma comunque da ricordare come un'altra simpatica apparizione di Jim Carrey al salotto Letterman.
La mission era presentare il nuovo film “Scemo & + Scemo 2”, in uscita il 13 novembre nelle sale italiane, ma l'attore non ha perso occasione (come al suo solito) per intrattenere il pubblico con uno dei siparietti in stile Carrey. E ammettiamo che aveva un degno compagno di scena (nonché padrone di casa) che non si tira certo indietro a gag simili. L'esordio è stato pittoresco e insolito ma, in fondo, quando parliamo di Jim Carrey, non dovremmo stupirci di fronte a niente. Questa volta si è fatto trovare in una Claw Machine in mezzo a pupazzi di peluche e si è fatto tirar fuori di lì di fronte ad un Letterman già divertito ancor prima di cominciare.
   Spiritoso e non eccessivo il tanto “gossippato” test dell'ebola al quale è stato sottoposto Dave. "Have you traveled abroad lately? Have you ever kissed a monkey or licked an airport toilet seat?" (Mai baciato una scimmia o leccato la tavoletta del bagno di un aeroporto?) chiede Carrey porgendo al conduttore un termometro, concludendo poi con una battuta che ha scatenato il divertimento del pubblico "… I've been married a couple of times, so it takes a lot to scare me, Dave." (Le malattie? Sono stato sposato un paio di volte quindi ci vuole altro per spaventarmi).
   Su richiesta esplicita di Letterman, Jim Carrey improvvisa un'altra sua famosa imitazione del collega Matthew McConaughey e, senza freni, da una Lincoln passa all'immagine di una “caccola” appallottolata tra le dita!
Insomma di certo promettente la pellicola comica che si è fatta voler bene per la prima volta nel lontano 1994 ed ora torna con un altro nuovo capitolo. Diretto dal duo Farrelly (Peter e Bobby) noti per “Tutti pazzi per Mary” o “Scemo e piu scemo”, c'è un immancabile Jeff Daniels accanto a Carrey.
    Come sempre ... staremo a vedere.


Official Page Late Show Cbs:

mercoledì 5 novembre 2014

Perchè il mondo non aveva bisogno di un altro Dracula.

http://www.imdb.com/title/tt0829150/?ref_=nv_sr_1
   E' con ovvio spirito sarcastico che mi rifaccio al titolo della lettera che fece vincere il Pulitzer alla giornalista Lois Lane in Superman Returns (2006). Lei era stata a letto con il supereroe e scriveva “Perchè il mondo non ha bisogno di Superman”. Io, che a letto con Dracula per fortuna non ci sono stata mai, ma che l'ho amato da quando ho ricordi (letterari e filmici), scrivo nel mio piccolo che oggi, in questa precisa fase storico-cinematografica, di un altro Dracula non avevamo bisogno.

   Troppo presto, troppo vicino ad un filone pro-vampiresco molto romance e poco horror. Troppo pretenzioso il tentare di ridare le giuste spoglie ad un mito dell'orrore di quel calibro. Troppo vago il richiamo ad un Impalatore degno del nome. Troppo anonima una pellicola che si colora di toni pittoreschi ma fin troppo fantasy. Insomma, non vuole certo essere una recensione la mia, anzi. 
   Ho letto e riletto di questa pellicola. Ho valutato fino all'ultimo di dare fiducia al Vlad Luke Evans ma sapevo che l'Impalatore che avrei trovato questa volta mi avrebbe fatto sentire ancora di più la nostalgia dei tempi andati. 
  C'era una volta, quando i vampiri andavano a caccia di vergini e si uccidevano coi paletti di frassino. C'era una volta in cui il volto di Dracula l'abbiamo visto in Max Schreck (Nosferatu – Il vampiro, 1922), o in Gary Oldman (Dracula di Bram Stoker, 1992) o in altre pellicole ancora fedeli al fascino perverso dell'uomo vampiro. 
   Certo che, colpa dell'uragano Meyer (alias Twilight), ultimamente Dracula è parso più il nonno di creature fichette un po' troppo mollicce. La pellicola di Gary Shore, Dracula Untold, pensavamo da principio avesse voluto ridarci il vecchio Dracula, quello temibile, macchiato di sangue e di ombre tenebrose, ma ha voluto richiamare invece l'attenzione sull'uomo che era Vlad Țepeș, e non sul vampiro. La pellicola soffre di spunti soprannaturali che tolgono il fascino di un horror a pieno regime. L'animo eroico e il lato umano del protagonista, male si fondano con la missione sanguinaria compiuta in nome della propria famiglia e del proprio popolo. Più genere storico e azione quello di Dracula Untold, condito fin troppo di sequenze scenografiche imponenti dove, è proprio la spettacolarità scenica che colma lacune strutturali affette da licenze poetiche fin troppo originali. 
   Non è l'originalità che viene condannata, è il tentativo sfacciato di propinarci un Impalatore che non coinvolge, che non soddisfa le aspettative di un pubblico che voleva un Dracula ancora da temere e, soprattutto, per il quale appassionarsi ... ancora oggi come una volta.

lunedì 3 novembre 2014

Una folle passione. Poca passione e poca Lawrence.

http://www.imdb.com/title/tt1247690/?ref_=fn_al_tt_1   Una folle passione è un lavoro che ben faceva sperare e che poggiava su una base narrativa solida quale il romanzo di Ron Rash, ma è una pellicola che, nonostante si sia posizionata sulla rampa di lancio, non ha spiccato il volo. La passione era promettente, almeno nelle sequenze iniziali che facevano presagire una vicenda densa, ma il fuoco si è tramutato ben presto in qualcosa di meno sostanzioso. 
   Non facile il compito dei protagonisti che dovevano misurarsi in ruoli maturi e di forte caratterizzazione emotiva, e forse, il primo errore (sia da parte del pubblico che della produzione) è stato proprio quello di tentare una caratterizzazione forzata con la coppia grintosa de Il lato positivo. E' mancata la forza femminile di Jennifer Lawrence, una Lawrence che non ha messo la quinta marcia ma che ha viaggiato sempre in terza, accennando una spinta in un paio di sequenze che lasciavano pensare “ok, adesso si parte”. Eppure lei, Serena, personaggio di grande potenzialità, doveva essere proiettato e vestito di una grinta che è mancata a tratti. Jennifer non l'ha caricato a misura e di certo non l'ha caricato come lei sapeva benissimo fare, ad eccezione di una scena (dove tra l'altro padroneggiava una fotografia di pregio), nella quale Jennifer sfoga il suo personaggio di un pianto sofferto nel letto di ospedale. Che dire di Bradley Cooper? Lui in questa pellicola c'è stato di più e ha dato un buon protagonista maschile, senza lasciare però il segno. 
   Probabilmente ci scorderemo presto di questo film ed è un peccato, in fondo, perchè le possibilità di riuscita erano decisamente a favore. 
  Una discreta macchina da presa ed una valida fotografia erano accompagnate da scenografie attraenti. Vedute panoramiche di boschi, paesaggi naturali vivi, locations ricche di folclore che non sono state però liberate degnamente e che restavano confinate troppo spesso nella loro durata. Gli intervalli panoramici e il volo dell'aquila erano vere e proprie boccate d'aria fresca prese tra un capitolo e l'altro, capitoli avvenuti per buona parte in spazi interni. Susanne Bier, al timone, ha peccato di troppe riprese e di angolazioni già viste nel corso del film, di troppa routine registica insomma. 
   A conti fatti una visione questa pellicola la merita, con un occhio favorevole ed uno più critico. Quello critico ci suggerirà che, sfortunatamente, Una folle passione ha contato troppo sulla presenza carismatica della coppia protagonista ma ha fatto male i suoi conti perchè, questa volta, non abbiamo applaudito convinti come pensavamo che avremmo fatto.
   

sabato 1 novembre 2014

Musei Vaticani 3D, solo per un giorno al cinema. Il 4 novembre.

   Evento che segnalavo già in precedenza e che oggi ha una data, sempre meritevole d'attenzione, è il film documentario di questo autunno che accosterà con sapienza cinema e cultura. Una visione imperdibile sia per gli amanti dell'arte che per gli appassionati di cinema, quella che ci permetterà di visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina, entrando nel cuore delle opere che custodiscono i tesori artistici della nostra storia. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, sarà la guida narrante di questo viaggio culturale, mentre il 3D e la tecnica di dimensionalizzazione cinematografica (cavallo di battaglia di Burton e Cameron, giusto per fare un esempio), porteranno in moltissime sale del mondo due millenni di storia. Nexo Digital e Sky Italia ci proporranno proiezioni raffinate percorrendo i corridoi dei musei, offrendoci prospettive uniche che “entreranno” nelle stesse opere.
   Godere degli affreschi di Raffaello o del Giudizio Universale da una prospettiva irripetibile e arrivare quasi a sfiorare la Pietà ... Questa visione d'eccellenza si prospetta una delle tappe più importanti in calendario per l'autunno in grado di soddisfare un esigente pubblico di nicchia e non solo.


Sito ufficiale Musei Vaticani:

Elenco delle sale italiane che hanno in cartellone l'evento:

giovedì 30 ottobre 2014

I CineEvergreen. Il giardino delle vergini suicide.

" ... non importava la loro età, nè che fossero ragazze. La sola cosa che contava è che le avevamo amate, e che non ci hanno sentito chiamarle, e ancora non ci sentono che le chiamiamo perchè escano dalle loro stanze, dove sono entrate per restare sole per sempre e dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme ".


http://www.imdb.com/title/tt0159097/?ref_=ttfc_fc_tt


"The Virgin Suicides" (1999)
Voice "speaker"
Regia: Sofia Coppola
Fonte citazione MyMovies

martedì 28 ottobre 2014

Il Cile di Pinochet in sala con Colonia Dignidad. Emma Watson protagonista.

    Florian Gallenberger (Oscar per il short “Quiero ser (I want to be...)”, 2000) porterà in sala nel 2015 la ricostruzione storica del colpo di stato militare cileno avvenuto nel 1973. Una pellicola profonda che attraverso un livello diegetico “storia nella storia”, mostrerà il dramma di una donna in cerca del marito vittima degli eventi politici del momento. Lei, Emma Watson, che bambina ormai di certo non lo è più, darà il volto alla protagonista, Lena. La vicenda, ricalcata su una storia vera, avrà come sfondo Colonia Dignidad, una zona del sud sotto il comando di una setta laica. Sarà interessante vedere la fu maghetta misurarsi in un ruolo non facile come questo. Del resto, la Watson (che ad oggi non è mai scivolata in cadute di stile o frivolo gossip) ha già convinto il suo pubblico con interpretazioni mature che l'hanno portata in una categoria più elevata. Con Noah di certo un salto evidente di qualità c'è stato, ma una potenzialità in crescendo era già valutabile in film minori come Bling Ring e simil. 
Come sempre staremo a vedere ...

giovedì 23 ottobre 2014

Quelli che il cinema pirata ...

   Dato che l'anno volge quasi al termine, ritornare sull'inchiesta svolta da due mesi appena da La Repubblica, non può non farci ragionare su quel +33% di incassi mondiali registrati dal 2009 al 2014. Che la pirateria digitale sia illegale è un fatto ma oggi, anche tra i colossi cinematografici di produzione e distribuzione, i toni sono più “contenuti”. Internet è la culla dello streaming e del download, e molti pirati navigano il web all'insegna del credo free culture (cultura bene comune = accesso libero e gratuito). 
Ovviamente si parla di perdite per l'industria del cinema di milioni di dollari. Vero però che pirateria non vuol dire incondizionatamente mancato guadagno. Il botteghino segna un record nel 2014, grazie anche all'ingresso di nuovi Paesi che si affacciano su questo mercato (come Russia e Cina). Fa pensare anche il fatto che i frequentatori assidui di sale cinematografiche appartengono ad un target compreso tra i 12 e 39 anni, fascia che ipoteticamente sarebbe la più idonea alla pratica dello “scarico” on line. 
   Studi indipendenti, non finanziati dalle majors, segnalano che chi più “scarica” è più frequentatore di cinema, abbonato a piattaforme on demand, e noleggiatore di Dvd. Allora forse l'innovazione sta nel cambio di visuale che si ha oggi sulle nuove tecnologie e su come sfruttarle. L'electronic home video è realtà dal 2007: piattaforme per lo streaming con abbonamento o pagamento del singolo film. Esempi nostrani? Il canale di Anica e My Movies. Il trend è positivo: dal 2011 il fatturato su questo mercato segna un +47%. 
   Non serve la sfera di cristallo per comprendere come le "case" del cinema dovranno concepire contenuti fruibili su dispositivi di preferenza del pubblico e con prezzi diversificati a seconda della piattaforma utilizzata. E non bisogna dimenticare i 7 utenti su 10 che, in Europa (dati del 2014), fruiscono di contenuti illegali, nè quel 50% di loro che rinuncerebbe agli stessi contenuti nel caso non potesse percepirli gratuitamente. In poche parole: chi scarica non andrebbe al cinema a vedere quel film dovendolo pagare. Altro aspetto è il contenuto: i non commerciali e poco pubblicizzati (film di nicchia per intenderci) sono i prodotti maggiormente piratati, proprio perchè di loro non c'è un'alta “propensione” al pagamento. 
   Il mercato sta facendo i conti con una realtà dinamica e sarà inevitabile dover offrire nuove possibilità ai consumatori. L'imminente futuro affermerà il consumo dei contenuti digitali, su supporti personali, e questa è una realtà che non può essere ignorata.

Fonte dati http://inchieste.repubblica.it

domenica 19 ottobre 2014

I CineEvergreen. Mary Poppins.

" Vento dall'Est, la nebbia è là … Qualcosa di strano fra poco accadrà.
Troppo difficile capire cos'è … Ma penso che un ospite arrivi per me."




http://www.imdb.com/title/tt0058331/?ref_=ttfc_fc_tt




Mary Poppins (1964)
Regia di Robert Stevenson
Bert / Mr. Dawes Senior (Dick Van Dyke)
Fonte citazione My Movies


mercoledì 15 ottobre 2014

Captain America e Iron Man: continua l'era Marvel.

   Se ancora un ipotetico Iron Man 4 resta tra rumors e realtà, un quasi certo Iron Man si preannuncia ospite del capitolo 3 di Captain America, attesissimo appuntamento Marvel previsto in Italia per il 5 maggio 2016. A quanto pare si tratta di una delle pellicole chiave sulla quale la narrativa Marvel, ingarbugliandosi a dovere, comincia a delineare le forme delle tappe cinematografiche dei prossimi sette anni. Captain America 3 sarebbe infatti il prequel di Civil War, una saga parallela al filone The Avengers & co., che modificherà il sipario e chiamerà su due schieramenti opposti i principali eroi Marvel. 
http://www.imdb.com/title/tt3498820/?ref_=nm_flmg_act_1http://www.imdb.com/title/tt4097096/?ref_=nm_flmg_act_2Che succede a Robert Downey Jr e ai suoi piani ballerini invece? Negli ultimi mesi l'attore ha alimentato voci piuttosto contrastanti e ad oggi, un capitolo 4 della saga dedicata ad Iron Man resta in categoria announced”. L'attore però ha contrattato (a suon di milioni di dollari) il prolungamento del suo contributo nel nuovo film dedicato a Captain America e, cosa apparentemente certa ormai, vedremo Tony Stark accanto a Steve Rogers (Chris Evans) in questo film bomba.
   Ancora da definire il possibile ruolo di Spider Man nei prossimi cinecomics firmati Marvel invece. Qui la questione si gioca tra i due colossi detentori dei diritti, Fox con Spider Man da una parte e Disney con gli eroi Marvel dall'altra. Interessante partita.
   Certo, ad oggi non si può dire che l'imponente acquisto della Marvel Entertainment da parte della Disney non abbia dato i suoi frutti. Il bilancio ammonta a 7 miliardi di dollari per dieci pellicole in meno di dieci anni. Nel 2009 l'azienda del “topolino” ha tirato fuori dalle tasche 4 miliardi di dollari per i diritti sugli eroi dei fumetti Marvel e ancora si parla di ascesa. Ascesa cominciata appena con Iron Man (2008) e confermata alla grande con Iron Man 2 nel 2010, Thor capitolo 2011 e The Dark World 2013, e Captain America 2011 e The winter soldier 2014. 
L'evento bomba che ha decretato il successo mondiale dei cinecomics Disney/Marvel è stato ovviamente The Avengers (2012), del quale si attende con frenesia nel 2015 Avengers Age of Ultron. Se i supereroi hanno già battuto al botteghino con questi film Titanic e Avatar, con i prossimi metteranno a tappeto anche il maghetto Potter che ancora resta in vetta con 7,7 miliardi. 
Caro Harry attento, Age of Ultron è alle porte: maggio 2016 la resa dei conti.

giovedì 9 ottobre 2014

Sin City - Una donna per cui uccidere: esperienza visiva Vs vuoto narrativo.

http://www.imdb.com/title/tt0458481/?ref_=fn_al_tt_4   Da prendere come un fumetto ancor più del primo capitolo dove, ancora, si trovavano set reali e interpreti calati in ambientazioni semi-concrete. In "Sin City: a dame to kill for" questo non c'è. Il green screen scaccia le scenografie reali, a favore di una universalità da computer.
Il risultato? Fusione di cinema e fumetto che genera un mezzo espressivo nel complesso accattivante, ma che ha lasciato molti scontenti.
   Il primo film si faceva promotore di una potenzialità mediatica originale: bianco&nero e assenza di tonalità cromatiche erano lì a ricordarci che si trattava di un fumetto. La stilizzazione e la bidimensionalità (bidimensionalità apposita anche nel 3d) marcano ancor più in questo episodio la forte impronta fumettistica voluta da Rodriguez e Miller. Espressione visiva a discapito di altro: Sin City oggi è questo e lo si intuisce dalle estreme caratterizzazioni dei personaggi e dei loro sguardi. 
   La scarsa consistenza narrativa è colmata forse da tutto ciò. Ma credo che poi, per un film del genere, non sia neanche opportuno parlare di vuoto narrativo. Il tutto va preso come un fumetto, e come su un fumetto ci vengono somministrati eroi e vicende da fumetto. Anacronismo, ribaltamento temporale, disambiguazione. 
   Certo, potremmo comunque continuare a pensare, peccato che la consistenza espressiva non porti con sé anche una altrettanto valida sceneggiatura. Probabilmente, il fascino di un prodotto filmico tale consiste proprio in questo. Lasciare che non sia la vicenda la portata principale.

martedì 30 settembre 2014

Chiamami "mamma di Stifler"

   Possono piacere o non piacere, far ridere o annoiare, le commedie americane per teenagers o le tv series da intrattenimento leggero, ma se c'è lei c'è una nota di brio in più.
http://www.imdb.com/title/tt0252866/?ref_=nm_flmg_act_67
Dopotutto la mamma di Stifler è sempre la mamma di Stifler!
Non scrivo un pezzo su di Lei perchè ci sono novità o nuovi lavori particolari nel suo calendario, ma semplicemente perchè volevo dedicare un piccolo spazio del mio microscopico blog a quella che è stata e sarà sempre Stifler's Mom.
   Prevalentemente Jennifer Coolidge si è misurata in film indipendenti e di genere commedia, e la sua è una versatilità formosa e fascinosa che la presta sicuramente a ruoli molto “carismatici”. Dal '93 ad oggi conta numerosissime apparizioni in varie serie televisive americane e nella sua filmografia ha commedie più o meno popolari. Ovvio che il ruolo che l'ha resa più celebre è stato quello della mamma sexy in American Pie (1 e sequels) ma non solo: Sophie in 2 Broke Girls è stato comunque un ruolo fortunato soprattutto in Usa, come anche Betty di La vita segreta di una teenager …
Di lei si possono ricordare simpaticamente i ruoli semi comici di Cambia la tua vita con un click (in cui interpretava l'amica fuori di testa) e di Epic Movie, il “film” più brutto dell'ultimo decennio, in cui l'unico punto più brioso era proprio la Bianca Gnocca regina di Gnarnia.
   Comunque quel "OOOOH, Mamma di Stifler, OOOOOOOOH" io lo metto tra i CineEvergreen!

mercoledì 24 settembre 2014

Daniel Radcliffe e il nuovo Igor. Frankenstein ritorna in sala.

A volte ritornano.
I grandi dell'horror non "muoiono" mai e tra non molto tornerà sugli schermi uno dei classici per eccellenza, Frankenstein in veste nuova.
Paul McGuigan ci regalerà un Frankenstein raccontato con gli occhi del suo assistente, Igor. E questa sarà proprio l'idea che rafforzerà il prodotto finale. La sceneggiatura di Max Landis punta sull'ottica narrativa di Igor, personaggio che non sempre è stato presente in tutti i film dedicati alla Creatura. Il nuovo Igor, interpretato da Daniel Radcliffe ex Potter, potrebbe rappresentare la nuova chiave di lettura per scorgere la vera umanità del Doctor Victor Von Frankenstein (interpretato da James McAvoy). Tema inedito approfondito in questa pellicola, pare sarà proprio il rapporto di amicizia esistente tra i due controversi personaggi. 
Interessante McGuigan alla regia dato che, visti i suoi precedenti (soprattutto con Slevin), in questo film potrebbe convincere al meglio.
Il film uscirà il 2 ottobre nelle sale Usa per giungere da noi a data da stabilirsi.
E come sempre staremo a vedere ...

mercoledì 10 settembre 2014

I CineEvergreen. Un'Ottima Annata.

" Un uomo dovrebbe riconoscere le sue sconfitte garbatamente così come festeggia le sue vittorie.
...
 Col tempo vedrai che un uomo non impara niente quando vince. Perdere invece può condurre a grande saggezza, Max. Il nocciolo della quale poi è quanto sia più gradevole vincere. È inevitabile perdere di tanto in tanto. Il trucco è...  che non diventi un'abitudine. Beviamo? ".


http://www.imdb.com/title/tt0401445/?ref_=fn_al_tt_1


Un'ottima annata ("A good year"), 2006
Henry / Albert Finney
Regia di Ridley Scott
Fonte citazione: aforismi.meglio.it 

 

giovedì 4 settembre 2014

Man of (li mor)TaiChi.

   Da devota praticante non mi faccio scappare un filmetto a tema marziale, ma ... Keanu Reeves qui non mi ha convinta.
http://www.imdb.com/title/tt2016940/?ref_=ttfc_fc_ttUomo maturo in questa pellicola, a dire il vero l'ho apprezzato più per il fascino che per la regia. Interessante a tratti il personaggio Donaka Mark, che si fa attendere fino alla fine per svelare le sue doti marziali, e che soddisfa l'attesa con un combattimento conclusivo non proprio epico.
Il giovane Chen Lin-Hu, lui, Man of Tai Chi, è interpretato da Tiger Hu Chen (Kung Fu Man, 2012), valido stuntman conosciuto anche in Matrix.
Non molte parole per un film da vedere una volta e da non tenere in archivio per me. La vicenda di sfondo è piuttosto prevedibile e poco sostanziosa, e i personaggi di contorno sembra tentino un richiamo vago a pellicole a tema similare ma con poco successo. Prendiamo il Maestro, Sensei e custode del tempio: c'avrei visto più un "Pai Mei", figura che è stata d'ispirazione a molti film. In stile killbilliano, per esempio, sarebbe andato alla grande, ma qui ho visto più un custode che un maestro d'arte. 
Comunque, l'investigatrice intelligente c'era ... la ragazza acqua e sapone pure (che tra l'altro credevo si trattasse della bestiolina Gogo di Kill Bill vol. 1 ma mi sbagliavo) ... e il capo della polizia corrotto anche...
   Insomma spendo un solo giudizio positivo e lo faccio per i combattimenti. Da umile marzialista ho riconosciuto buone combinazioni provenienti da diverse arti (l'amato Ju Jitsu, ma erano chiaramente visibili Aikido e Judo, oltre che al Tai Chi, ovviamente). Di certo si trattava di arti marziali esasperate, perchè costrette allo scopo cinematografico, ma comunque i combattimenti erano ben simulati, e questo è tipico da vedere in film del genere. 
E ci mancherebbe altro!

lunedì 1 settembre 2014

I CineEvergreen. Labyrinth.

"Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin, per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande..."

http://www.imdb.com/title/tt0091369/?ref_=ttfc_fc_tt


Labyrinth, 1986
Regia di Jim Henson
Sarah (Jennifer Connelly)
Fonte citazione Pensierieparole 

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/film/l/labyrinth-dove-tutto-e-possibile-(1986)/citazione-31915>

lunedì 25 agosto 2014

L'azione? E' donna.

http://www.imdb.com/title/tt0074074/?ref_=ttfc_fc_tt    Tra le prime e più famose ci sono state Wonder Woman e gli angeli di Charlie
Cos'erano? Gli anni '70?
Oggi l'eroina è all'ordine del giorno e ammettiamolo... la cosa non ci dispiace affatto.


http://www.imdb.com/title/tt0073972/?ref_=ttfc_fc_tt Sono belle di solito (mitica Black Widow), sono leste (Beatrix Kiddo magari?) o anche solo semplicemente coraggiose (grande Ripley). Gli esempi sarebbero tanti e soprattutto recenti. Il cinema d'azione si sta popolando sempre più di volti al femminile, eroine che rompono lo schermo e nulla fanno mancare ad un action a pieno livello. Esempi caricati che rivisitano i modelli classici come le Charlie's Angels appunto, col trio Diaz, Barrymore e Liu, oppure, oh mamma!, mi vengono in mente ancora le più estremizzate Bitch Slap, che già il nome è stato tutto un programma.
Che dire per esempio delle combattenti da video game? Angelina è stata a lungo la Lara Croft che ha fatto il culo ad un po' di “cattivi”, o la Theron di ÆonFlux. Nella fantascienza, per dirne una, c'è stata la signora Trinity made in Matrix che ha smosso un bel po' d'azione. Per i ragazzi c'è l'attuale ghiandaia imitatrice Jennifer Lawrence, come nell'animazione (ma qui direi che il terreno è ancora più vasto e non tutto alla mia portata), c'è stata la signorina Ginormica.
Donnine cazzute presenti anche nel fantasy horror: e non posso non citare qui una delle mie lady preferite, signora Kate Beckinsale, che da vampira mi ha fatto esaltare. Potrei menzionare anche Catwoman-Berry o la Jessica Alba dei Fantastici 4 oppure Miss Silk Spectre II di Watchmen.
Di roba più seria per fortuna ce n'è e ce n'è stata. In Salt torna ancora Angelina che non è andata affatto male.
http://www.imdb.com/title/tt0402022/?ref_=ttfc_fc_tthttp://www.imdb.com/title/tt0327554/?ref_=ttfc_fc_tthttp://www.imdb.com/title/tt0320691/?ref_=ttfc_fc_tt

    E anche se solo da co-protagoniste ormai ci siamo piacevolmente abituati a volti femminili letali che, nel bene o nel male, accompagnano i protagonisti di actions semi buone: mi tornano in mente le ladies nel recente Total Recall o Edge of Tomorrow.
Che siano belle o con doti particolari, diciamo che la donna nell'azione ci sta come il cacio sui maccheroni. 
http://www.imdb.com/title/tt2872732/?ref_=ttqt_qt_tt
Aspettando le prossime pellicole sulle eroine d'eccellenza, e nello specifico, attendo il movie Marvel sulla Vedova Nera e Lucy by Besson (Scarlett in action!), resto a fare il tifo per le ladies dell'azione, con alte aspettative.
Come sempre... staremo a vedere.