domenica 2 febbraio 2014

Serie Tv. E il confine con il cinema é sottile.


   Serie televisive... come a dire “cinema per la Tv”?
Se mi avessero chiesto un personale parere sul livello qualitativo delle serie televisive, appena qualche anno fa, avrei fatto una valutazione piuttosto misera, avendo in mente solo seriucole banali alla “Beverly Hills”, giusto per citarne una. Per diverso tempo ho osservato con scetticismo le serie new generation che si affacciavano con sempre più prepotenza sul piccolo schermo e che, apparentemente almeno, si allontanavano dai miseri prototipi ai quali ero abituata. Con sorpresa e piacere, ho avuto modo di ricredermi. Di fronte ad alcuni recenti telefim (e il termine non é adattissimo) ho preso coscienza del fatto che questi nuovi prodotti televisivi hanno reso il confine tra il piccolo e il grande schermo sempre più labile. 
   Il battesimo con le nuove serie io l'ho avuto con “Lost”, che ho amato sia per l'originalità del soggetto che per la struttura impegnata, e che mi ha istruita sul codice d'accesso a questi “prodotti” del tutto nuovi per me.    
   Quali sono le serie che rientrano nella categoria superiore dei prodotti del piccolo schermo? 
Quelle che si distinguono per il livello tecnico, qualitativo, artistico, che si avvalgono di cast tecnici e interpreti spesso rubati o presi in prestito dal grande schermo?
In lista metterei sicuramente "Boardwalk Empire", con la sua accurata ricostruzione storica del periodo, l'ottima sceneggiatura e il cast strepitoso che la rendono una delle migliori (il suo episodio pilota è stato diretto da Martin Scorsese).
Dai connotati tipicamente cinematografici direi senza dubbio anche la miniserie "Mildred Pierce", che vanta la presenza nel cast di Kate Winslet e Evan Rachel Wood, e diretta dal grande Todd Haynes.
"The walking dead" e "American horror story" sono state le rivelazioni sul versante horror, e soprattutto per la seconda, da menzionare é il pregio di aver saputo sfruttare il tema della casa infestata (obsoleto e abusato) con una messa in scena carica degli espedienti stilistici e narrativi noti nel cinema di genere (e Jessica Lange è nel cast).
Godibilissima la britannica "The hour", passata un pò inosservata, ma che offre uno spaccato convincente del giornalismo televisivo inglese degli anni 50, rinforzando le vicende private dei protagonisti con gli accadimenti dei grandi eventi di quegli anni.
"Six Feet Under", ideata da Alan Ball e interpretata da un cast di validi nomi, ha avuto cinque felici stagioni, dal 2001 al 2005. Ancora “Breaking Bad”, o anche "My So-Called Life", lanciata nel '94 da Jared Leto, divenuta comunque un cult pur dopo essere stata cancellata alla prima stagione per insufficienza di ascolti, e considerata d'avanguardia per contenuti e qualità.
Aggiungerei il cruento “Spartacus” se non altro per la valida ricostruzione storica e le ambientazioni realistiche che hanno rappresentato degnamente il mondo dell'arena e con il giusto cinismo la società romana. 

 http://www.hbo.com/game-of-thrones#/game-of-thrones
             http://www.hbo.com/game-of-thrones#/game-of-thrones

Menzione d'onore merita in questo momento, per mio puro gusto televisivo (o dovrei dire cinematografico?) la serie rivelazione delle scorse stagioni, e che attendo nell'imminente, Il trono di spade, madre delle serie fuori dagli schemi e che offre una varietà di opportunità per un pubblico eterogeneo. Sangue, sesso, potere, amore, “magia”, guerra, storia, tutto condensato in una vicenda condivisa da personaggi che sanno appassionare, nel bene e nel male.

   Ho stilato una lista delle poche serie che seguo, e di quelle che conosco pur senza seguirle, e delle quali mi sono sommariamente documentata poichè mi hanno incuriosita proprio per la novità della struttura e della tecnica.
Ho sempre in mente quei ridicoli e facili setting artificiali (pensiamo ai soliti interni delle Soap Opera per esempio, o dei classici telefilm americani), o le inquadrature statiche di interpreti letteralmente in posa, nettamente impoveriti rispetto ai prodotti di oggi, che sono raffinati e tecnicamente strutturati.
A prescindere dal genere (il fatto che un determinato soggetto possa piacere o meno), la somiglianza con le opere cinematografiche che vanno oltre al televisivo al quale eravamo abituati, é altamente percepibile. E mi riferisco a quelle nuove serie che sfruttano tecniche che sono indiscutibilmente di valore aggiunto al risultato finale.
Che si possano apprezzare pur continuando ad essere considerate prodotti subordinati al cinema può essere una possibilità comune a molti. Alcune di esse potrebbero comunque esser giudicate al pari del cinema proprio per l'alta qualità che le caratterizza.
   D'altra parte, non mi sento di includere nell'elenco dei tesori televisivi serie come "The vampire diaries", dalla sceneggiatura mediocre, “True Blood” di Alan Ball (con un cast buonino ma dalla storia eccessivamente fantasy e con abusati effettoni speciali), "Teen wolf", "The secret circle" ecc., che mi sembrano avere i connotati di prodotti televisivi a tutti gli effetti. Il fatto di puntare ad un target tipicamente adolescenziale sembrerebbe giustificare le eccessive ingenuità e inverosimiglianze della trama, e la fastidiosa insistenza nel ricorso ai colpi di scena mirerebbe all'unico intento di mantenere desta l'attenzione del pubblico fino all'episodio successivo. Certo, anche se con lacune strutturali evidenti, prodotti di questo tipo incontrano il favore di un pubblico giovane che, nel complesso, proprio per la bassa aspettativa riposta, soddisfano proprio per questa loro facilità e leggerezza narrativa.
Da notare è che il tentativo di uscire dal coro discostandosi dalle altre serie, può costituire un rischio enorme. Non sempre é andata come per “Lost”, acclamata dal successo e da grandi lodi del pubblico e della critica, e per altre serie, anche se potenzialmente allettanti, la storia é andata diversamente. Basti pensare a "Carnivàle", interrotto dopo sole due stagioni, proprio per quel suo essere "poco televisiva". 

   Al di là degli esiti comunque, le innovazioni introdotte da alcune serie reagiscono al proliferare di telefilm tra i quali si è ormai persa la speranza di trovare un barlume di novità perché troppo simili gli uni agli altri (pensiamo al solito genere poliziesco o medico!).
Il budget delle produzioni destinate al piccolo schermo é sicuramente più sostanzioso che in passato, e la computer grafica e il lavoro di post-produzione agevolano le difficoltà tecniche nel raggiungere setting naturali o crearne di artificiali, abbassandone significativamente i costi (fa scuola in questo il “Doctor Who” attuale rispetto a quello degli anni '70). Facile comprendere come i prodotti televisivi siano cambiati, a livello di regia, di sceneggiatura, di interpreti. Ma non sempre, ovvio.
   Ormai le serie televisive stanno diventando cinema per la Tv quindi, direi.
Personalmente sono tra coloro che hanno avuto pregiudizi verso le serie da piccolo schermo fino a qualche anno fa. Da contare anche il fatto che non sempre si ha la possibilità di seguire con costanza un prodotto ad episodi (o che semplicemente non si ha voglia di attendere una settimana tra un episodio e l'altro). E una nota alla quale, credo, ci sarebbe da dare importanza é la tipologia del doppiaggio televisivo, spesso qualitativamente inferiore a quello cinematografico.
Dovendo dirla sinceramente, di gran lunga preferisco ancora vedere un film piuttosto che una serie Tv, che tra l'altro mi terrebbe “inchiodata” per svariate stagioni. Ma di certo mi sono liberata dai pregiudizi che avevo un tempo, e quando sento parlare di una serie che sta riscuotendo notorietà, vado a dare una sbirciata per vedere almeno di cosa si tratta. E a volte si scoprono tesori.

2 commenti:

  1. Ciao!! E' stata una bella sorpresa questo tuo articolo sulle serie tv, genere che io adoro! Mi è piaciuta molto la tua definizione delle serie come "cinema per la tv" ! azzeccatissima! Certe sono proprio ben fatte, ed è vero che questi nuovi prodotti sono nettamente migliori rispetto alle serie del passato! Ne hai citate molte, e purtroppo alcune non ne conosco; d'altronde, come si potrebbero vedere tutte??? se si potesse stare davanti alla tv 24 ore al giorno tutti i giorni!! é anche vero che uno si sente un po' "legato" da una serie tv, però, ti dirò...quell'appuntamento settimanale con gli stessi personaggi e le loro storie per diverse stagioni a me fa anche tanta "compagnia" ! e anche questo è il bello delle serie!

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  2. Barbara come sempre la tua opinione occupa un posto d'onore nel mio piccolo blog. Sai, ho citato diverse serie ma come ho scritto prima non le seguo assolutamente tutte (e chi ne avrebbe il tempo?). Di diverse mi sono documentata al momento della loro uscita o sentendone via via parlare, bene e male. Anzi, molte sono ormai di stagioni trascorse e sicuramente non ho menzionato serie molto più recenti e di questa stagione tv. Il suggerimento di qualche lettore sarebbe gradito tra l'altro. Concordo con te nel dire che una serie può diventare come la birra infrasettimanale fatta con l'amico di sempre. Quel ritrovo solito e confortevole che diventa una tappa fissa e ben voluta nella nostra routine. Per mio conto a me é successo con Lost e sta succedendo col Game of Thrones, per altre serie non ho avuto lo stesso entusiasmo e mi sono stancata presto.
    Grazie come sempre per il tuo interesse. Ciao!

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