martedì 18 marzo 2014

Quante sfumature quel cinema al femminile ...

   Genuino, complicato, sensuale e ironico. Il cinema al femminile é un contenitore gigante di temi importanti e contraddizioni, di sentimenti e desideri, di limiti e coraggio. La donna, o meglio, il mondo delle donne dall'ottica cinematografica, una porzione di mondo inquadrata e rappresentata nei suoi tanti, molteplici aspetti. 
   Cos'ha di speciale il cinema in rosa? Cosa ci racconta? Cosa ci fa vedere che, ad occhi aperti, quotidianamente, non scorgiamo? … Nulla di più, solo il mondo delle donne, ma visto dall'esterno e dall'interno. Scorto e rubato nei dialoghi tra amiche, o in quelli solitari. Spiato nelle liti familiari, nei drammi personali, nelle battaglie quotidiane o nelle lotte per la sopravvivenza. Vetrina sull'universo femminile che bisbiglia segreti, amori, sacrifici, paure, sogni. Madri, donne bambine o nonne, donne che parlano dell'essere donne. Ci piace un cinema così, ammettiamolo, un cinema che ci fa guardare oltre a quello che, in genere, ci é concesso di vedere.
   Erano gli anni Settanta e il cinema anglo-americano apriva uno spiraglio sul mondo in rosa. Ma non parliamo delle solite teorie femministe, che già dal nome danno sui nervi... Parliamo di semplice curiosità, voglia di sperimentare temi ordinari, di offrire un'alternativa al cinema patriarcale al quale all'epoca si era tanto abituati. Un cinema delle donne, quindi? No. Un cinema sulle donne e un cinema per le donne. Forti personaggi femminili, omaggi a figure celebri, ritratti delle donne comuni, che di comune poi non hanno mai molto... Un cinema fatto di tutto questo, che fa parlare le donne.
   Grandi registi hanno portato sullo schermo donne diverse, offrendoci i mille volti della femminilità. E chissà quanti altri ne vedremo ancora. La trama in rosa ha confini indefiniti e la rappresentazione della donna ha spaziato in lungo e in largo. 

http://www.imdb.com/title/tt0159097/?ref_=ttmi_tt
 Il cinema rosa di Sofia Coppola, per esempio, quello che ci racconta della donna che é in ogni bambina, quel lato controverso, inesplorabile, che nega l'accesso a molti e che diventa libro aperto per chi invece ha la giusta chiave di lettura. Marie Antoinette (2006), Bling Ring (2013) o Il giardino delle vergini suicide (1999) che, nelle sue sfumature più toccanti, é un piccolo capolavoro sull'adolescenza. Tema analogo, affrontato in maniera meno poetica, é quello in Thirteen (2003) nel quale l'occhio di Catherine Hardwicke denuncia una preoccupante realtà moderna.
Non c'è solo fanciullezza, c'è anche puro dramma, giovane ma non per questo meno profondo. Melissa P. (2005), è il tributo di Luca Guadagnino sull'adolescenza in bilico, quell'adolescenza infranta prepotentemente da un mondo adulto ancora più pungente di quello in Thirteen.
  
Ma il mondo femminile non é necessariamente triste, spietato, macchiato di sangue. C'è il mondo semplice, complicato alla stesso tempo, ma sensuale e attraente. E nessuno ce lo ha mai saputo rappresentare meglio di loro, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe. Colazione da Tiffany (1961) e Gli uomini preferiscono le bionde (1953) sono solo due tra i titoli più celebri che hanno raccontato il mondo rosa di queste due icone femminili che vanno oltre la loro epoca.


   E non mancano di certo gli omaggi a figure femminili straordinarie. The Lady (2011) di Luce Besson, storia di Aung San Suu Kyi, attivista birmana premio Nobel per la pace, e The Iron Lady
http://www.imdb.com/title/tt1007029/?ref_=ttmi_tt
(2011) di Phyllida Lloyd, biografia su Margaret Thatcher, interpretata da Meryl Streep, anch'essa eccellenza di femminilità cinematografica. 
   Figure più particolari, che sfiorano il diabolico dell'essere donna, le abbiamo conosciute e (apprezzate!) in Il diavolo veste Prada (2006), dove un'altra Meryl Streep ci faceva entusiasmare nella sua figura autoritaria caricaturizzata all'estremo.
Tornando indietro di qualche anno non posso non citare a questo punto un'altra diavolessa che sperimentò la vendetta femminile al limite tra genialità e follia. Era She-Devil (1989) di Susan Seidelman. 
Bellezza e giovinezza sopra ogni cosa, versione al femminile del ritratto di Dorian Grey, la troviamo nel pittoresco La morte ti fa bella (1992), Robert Zemeckis, dove l'universo femminile culla una disputa bizzarra a colpi di cerone (e ritroviamo qui, come anche in She-Devil, ancora, Meryl Streep).



Bellezza, moda, amore sono i tre “must” della serie tv, approdata anche in sala, Sex and the city (2008) e Sex and the city 2 (2010), diretti da Michael Patrick King. Le protagoniste sono i quattro volti della donna, la romantica, la donna in carriera, la trasgressiva, la sognatrice, che parlano di complicità femminile, amicizia, amore, illusioni, e che, tra scarpe e borsette, acquistano la consapevolezza dell'essere donna. Satira e semi-comicità lasciano comunque spazio a momenti di riflessione e immedesimazione da parte del pubblico rosa. La moda é anche in I love shopping (2009), commedia brillante che tocca il mondo dei compratori compulsivi, difficile tema gestito bene da P.J. Hogan.


   Tinte drammatiche colorano la condizione femminile più perversa, un tabù svelato con delicatezza e giusta realisticità, in Valèrie,diario di una ninfomane (2008) di Christian Molina. Dramma privato che ricalca un personaggio femminile in cerca dell'accettazione di sé.
   Sarebbero infiniti gli esempi da portare ancora, ma tracciare un quadro completo del cinema femminile e dei suoi tanti volti sarebbe impresa titanica. Ho omesso, e mi dichiaro colpevole di reato, nomi importanti, quali Monica Vitti, eccelsa figura femminile del cinema nostrano, che ha offerto il suo contributo al cinema rosa in maniera superba, come anche Anna Magnani o Sophia Loren. Volti di donne piagate dalla guerra, dalla povertà o dalla sottomissione alla stessa condizione di donna, ma che hanno regalato al pubblico personaggi forti e reali.
Ho omesso anche registe che si muovono da donne ma che solcano terreni prettamente maschili. Citerei a questo punto Kathryn Bigelow e il suo The hurt locker (2008) film “da uomo” girato però con un tocco sensibile e delicato, che chiama un pubblico universale alla riflessione.
   Metto un punto forzato perchè più scrivo e più mi vengono in mente personaggi femminili di ogni tipo, dalle eroine dei fumetti (le adoro) alle celebrità dello spettacolo, sovrane, martiri leggendarie o semplici donne che hanno avuto nel cinema uno spazio degno di lode. 
Tante sfumature quindi per un cinema che non smetterà di arricchirsi e che sarà in grado di dar voce, sempre, alle donne che verranno raccontate sullo schermo.

Tutto questo é il cinema rosa.

2 commenti:

  1. io sono più per il rosa delle vergini suicide che non per quello di melissa p :)

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    1. Senza indugio, l'atmosfera del giardino delle vergini suicide ti rapisce. Concordo. Ciao!!

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