domenica 13 aprile 2014

Noah. Simbolismo biblico e non solo.

  
http://www.imdb.com/title/tt1959490/?ref_=ttmi_tt
La storia dell'arca è vecchia quanto il mondo e la conosciamo tutti. Il rischio di una pellicola del genere, a mio avviso, é quello di inserirsi in un elenco infinito dei tanti film biblici che raccontano gli stessi avvenimenti. Nel film di Aronofsky, la riviviamo invece con un'impronta nuova, meno poetica, più drammatica e “attuale”. Non solo animali e uomini, ma una famiglia che segue il volere divino conservando però la propria natura umana, fatta di desiderio e voglia di sopravvivenza. C'è il dramma raccontato con gli occhi maturi del protagonista e il dramma visto dalla prospettiva di ognuno di loro, dei più giovani che lottano per vivere, della madre che non vuole sacrificare i propri figli. 
   Non mancano di certo i simboli biblici forti ma é facile verificare da subito che la pellicola non vuole essere solo un resoconto da catechismo, bensì un viaggio indietro nel tempo, arricchito di note creative e, se vogliamo, più fantastiche. I vigilanti, il fiore che sboccia dal terreno, la pelle del serpente originale, le "pietre focaie", e altri spunti che rendono il film decisamente più nuovo. 
   Buon lavoro quello di Aronofsky (che conoscevo solo per Il cigno nero e The Wrestler) e buon lavoro quello della sceneggiatura in primis, del montaggio serrato e della fotografia. Per la fotografia in particolare spendo due parole per ricordare la sequenza del racconto della Creazione, fatto dal protagonista ai figli, nel quale fa da sovrana una fotografia divina (e il termine ci sta davvero). Essere appena alle spalle dell'animale che muta completamente specie raffigurando la moltitudine della flora e fauna che popola la terra, nel tempo, é un'immagine suggestiva e convincente. 
   Che dire del cast? La Connelly non saprebbe come deludermi, per lei ho solo parole positive, e anche la Watson si sta scoprendo come un'interprete versatile e pronta a parti impegnate come può essere questa. Ci stava bene la figura di Matusalemme in Hopkins, che ha concluso il suo ruolo nel film con un sorriso di accoglimento alla pioggia (e alla morte) che ha suscitato un inaspettato applauso del pubblico nella sala dove guardavo il film. Per ultimo lascio Russell che a mio parere ha creduto in questo ruolo e ha regalato il suo personale Noè al mondo cinematografico, e lo ha fatto davvero bene. 
   Pellicola da vedere quindi a mio parere, accettando anche quelle sfumature prettamente “dottrinali” che in un film del genere devono starci per forza.

Noah Official Site www.noah-ilfilm.it

2 commenti:

  1. Ciao Manuela, mi fa piacere aver letto la tua recensione, che rappresenta un punto di vista diverso dal mio, io ho trovato il film eccessivamente buttato sul drammatico, è vero che si parla del Dio vendicativo ed esigente del Vecchio Testamento, ma si poteva trovare qualche minuto in più, in un lungometraggio, per far intendere che vivevano anche sereni ed in pace, senza il continuo peso di un Dio che sembra che non voglia che tu possa sorridere o essere felice...
    Non so, forse mi aspettavo il vecchio tipo di colossal biblico, magari senza trascendere ulteriormente nel fantasy, visto che si tratta già di mitologia... però, ripeto, mi ha fatto piacere leggere un punto di vista diverso...
    Ciao, Fabiano

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    1. Fabiano si, per certi versi concordo: il Dio di questo film é una divinità bella pesante direi... Non hai torto. Credo, dal mio punto di vista, che il tentativo della pellicola sia stato proprio quello di concentrare l'attenzione sull'atto di fede... arrivare a uccidere addirittura i componenti della propria famiglia per il volere di Dio. Roba trita, in effetti. Però tutto sommato a me é piaciuto. A presto come sempre... ciao Manu :)

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