lunedì 30 giugno 2014

Assecondare quella voglia di demenzialità. Il giusto stato d'animo per guardare QUEL film.

   Ebbene si, me lo chiedo. Quando lo vedo cercare un film per la serata. Uno tra i tanti che abbiamo. L'occhio periodicamente va lì, tra le file di pellicole che sono al margine tra cinema e offesa all'intelligenza. E come una presenza latente, che affiora nei momenti di debolezza, ci ammalia e ci fa muovere per prendere quel film che più volte, in momenti di lucidità, avresti buttato dalla finestra.
   Ma ecco tornare quella cosina in testa, come fosse stato un innesto alla Inception, qualcosa che non puoi spiegare, ma che ti è dentro... e che periodicamente ti fa inserire in quella meravigliosa macchina che è (ancora) il lettore Dvd, un film che guardi interrogandoti sul perchè sia stato anche solo pensato. 
   E poi li vedi, uno dietro l'altro, apparire. I pittoreschi personaggi che animano la pellicola e che colpiscono il tuo orgoglio di spettatore ferito. Sono lì, in tutta la loro demenza, e non puoi fare a meno di notare che, in fondo, se la cavano pure a fare i dementi. O sono dementi davvero? “No. E' un film in fondo”, mi rispondo dubbiosa. 
   Il lato meno comico della questione è capire perchè, Lui, a volte guarda quel film. 
Cosa prova quando lo guarda? Cosa lo spinge a guardarlo? Sarà mancanza di autostima? O semplicemente una giornata storta? 
   E alla fine, come per assicurarmi che arrivi al termine della pellicola senza tentare il suicidio, resto a guardare anche io. Il momento peggiore é l'arrivo del più ripugnante personaggio della “storia”, che già il nome è un programma... Ciccio bastardo, o anche meglio “Fat Bastard”, ed è lì che mi voglio suicidare io!
http://www.imdb.com/title/tt0295178/?ref_=ttmi_tt   
Il bello è che ci sto scrivendo un post intero, e spero che Lui lo legga. 
L'innominato uomo che ho sposato, che una volta all'anno é capace di guardare ... 
Austin Powers in Goldmember. 


giovedì 26 giugno 2014

I CineEvergreen. La vita é bella

"Buongiorno principessa!"


http://www.imdb.com/title/tt0118799/?ref_=ttmi_tt

La vita é bella (1997)
Guido (Roberto Benigni)
Regia di Roberto Benigni

mercoledì 25 giugno 2014

Ed Elisabetta non si siede ...

Da giorni ce lo chiedevamo. 
Si siederà o no?

Ora lo sappiamo ... e ammetto di aver tirato un sospiro di sollievo.
Elisabetta II sul trono di spade, personalmente, non ce l'avrei vista bene.

:)

martedì 24 giugno 2014

Sbirciando tra i “bankables” di Hollywood.

   "Prima lettore che scrittore", il blogger che legge qua e là trova anche spunti per scrivere e dire la sua.
Mi ha colpito abbastanza la classifica che la rivista Ciak (giugno c.a.) propone per una Top 20 delle stars più redditizie al momento nel cinema di Hoollywood.
Andando a vedere chi c'è, troviamo con (mia) sorpresa Shailene Woodley, scritturata per il ruolo di Tris in Divergent (fino al 2017), che vale oggi 40 milioni di dollari, seguita da Benedict Cumberbatch (12 anni schiavo, I segreti di Osage County) che, indubbiamente, mi sorprende molto meno. Attendendolo specialmente in Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate, lo vediamo in soglia 20/40 milioni.
Posto in lista al filmmaker titolare della società di produzione hitRECord, Joseph Gordon-Levitt (atteso in Sin City: Una donna per cui uccidere), che muove dai 20 ai 25 milioni.
Seguono Adam Arkapaw (super serie tv True detective) e Megan Ellison (pluri-nominata agli Oscar con American Hustle e Her): entrambi stanno vedendo salire le loro quotazioni grazie agli imminenti impegni.
Grande Jennifer Lawrence che segna per i suoi film un rapporto spesa/incasso 1 a 68, il che la rende tra le più bankable di Hollywood (ma questo non dovrebbe sorprendere nessuno ormai).
Ci sono poi Adam Driver, presumibile villain in Star Wars 7, Dakota Johnson che con 50 sfumature di grigio ha mosso incassi che le permettono di stare tra le stars in vetta, Oscar Isaac (A proposito di Davis), che vede salire le sue quotazioni con l'ingresso nel cast di Star Wars 7.
Si distingue in lista Josh Whedon che con gli incassi da capogiro per The Avengers, muove la modica cifra di 250 milioni, ma c'è anche Gareth Edwards che col suo Godzilla va in soglia 50 milioni. Bryan Cranston (Godzilla) va in quotazione 25 milioni. Jennifer Lee, con il suo Frozen, è in lista assieme a Xavier Dolan, circoscritto ancora al mercato francese ma promettente, e a Tom Hardy, quota 50 milioni conquistati con Inception, Il Cavaliere oscuro - il Ritorno e la Talpa.
Seguono Denis Villeneuve, che con Prisoners prende un posto in classifica, Duncan Jones, che convince nella regia per Source Code e si aggira sui 20/50 milioni, e Ryan Gosling, che ha posto d'onore in soglia 50/80.
Ci piacciono tra i "Top bankables" Steven Price e Tom Hiddleston, compositore il primo (colonna sonora Gravity) ed elegantissimo interprete il secondo che non poteva mancare, tenuto stretto dalla Marvel e che vanta ben 40 milioni.
   Personalmente ho scoperto con piacere nomi che non credevo potessero trovarsi tra i più “redditizi” e ho trovato in lista nomi sui quali avrei scommesso ad occhi chiusi. Il futuro decreterà certamente per alcuni la permanenza o meno in lista, e vedremo quali altri artisti, che siano interpreti, registi o altro, saranno accompagnati dalla dicitura d'oro “bankable”.

Fonte per i dati di questo post: rivista Ciak N.6 giugno 2014.

mercoledì 18 giugno 2014

Attendendo The Judge: i due Robert promettono bene.

http://www.imdb.com/title/tt1872194/?ref_=ttmd_md_nm
 USA 10 ottobre 2014.
Attesa per The Judge, pellicola interessante che dovrebbe farsi rispettare con convinzione, sia per il cast di spessore sia per la doppia mano sulla sceneggiatura, firmata in originale da Nick Schenk (Gran Torino, 2008), e rivista poi da Bill Dubuque
Robert Downey Jr. e Robert Duvall basteranno a riempire lo schermo di un dramma con profondi risvolti psicologici che escono dalle righe canoniche del conflitto legale. Soli comunque non saranno perchè, accanto ai due Robert, il cast si completa con Vincent D’Onofrio, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton e Melissa Leo. Non male.
David Dobkin (Cambio vita, 2011) dirige questa pellicola intensa che affronta temi importanti come il rapporto tra padre e figlio, risentimento, compassione e famiglia ... famiglia nonostante tutto. 
Credo che la coppia Downey-Duvall sarà la carta vincente di un dramma che si consuma nelle sale di un tribunale ma che ha radici molto più profonde. Un sottile equilibrio muoverà la scena, di un anziano giudice accusato di omicidio e di suo figlio, brillante avvocato, tornato per difendere il padre nonostante la vita li abbia separati. Rettitudine e conflitto.
Certi di un Duvall come sempre all'altezza delle aspettative più esigenti, e confidando in un Robert Downey Jr. che potrebbe piacevolmente sorprenderci, non resta che attendere l'uscita del film per goderci il meglio di questa accoppiata di spessore.

domenica 8 giugno 2014

"Da ri-vedere": Vi presento Joe Black

http://www.imdb.com/title/tt0119643/?ref_=ttmd_md_nm   Era il 1998 e Pitt sex symbol era ancora lontano dall'essere l'attore completo che é oggi, ma la versione dark del biondino Brad, al tempo, credo abbia conquistato una buona fetta di pubblico. Insolita protagonista, la Morte, si insinua con decisione in una pellicola molto particolare e raffinata. Dialoghi curati, locations eleganti e ritmo lento, ma potente. 
   Meet Joe Black di Martin Brest (Scent of a woman, versione 1992), è un film capace ancora di farsi voler bene, e di restare degnamente tra i classici moderni da ri-vedere. Personaggi saggiamente caratterizzati trovano degni interpreti come Marcia Gay Harden, l'affascinante Claire Forlani, Jake Weber e Jeffrey Tambor. Posto d'onore ovviamente per il co-protagonista (anche se il confine tra co e protagonista, almeno in questa pellicola, é fin troppo sottile), Anthony Hopkins, che interpreta al meglio un personaggio in cui identificarsi, col quale stabilire un'empatia solidale al limite tra logica e fatalismo. 
   Bello per i suoi momenti di riflessione, bello per quegli incontri familiari, formali sicuramente e lontani dalle abitudini di molti, ma non per questo meno significativi. Bello per l'eleganza dei dialoghi, eleganza che spesso rischia di collidere con l'andatura degli eventi, raccontati con una calma apparente. Bello per quel mix di simbolismo e verità presenti e ben visibili in tutta la durata del film. Pitt offre una insolita versiona della Morte, sorprendentemente umana e sensibile, presente comunque al suo ruolo e degna di compierlo fino alla fine.