lunedì 18 agosto 2014

L'arte di raccontare la guerra. Bigelow Vs Scott.

   Difficile gatta da pelare, anche solo da narrare, la guerra.
Innumerevoli pellicole di diverse epoche l'hanno raccontata in mille salse. Caccia a Ottobre rosso, Vittime di guerra, Salvate il soldato Ryan… solo alcune tra le pietre miliari del cinema “war”.
Pur non essendo il mio genere, non ho potuto non apprezzare film come Black Hawk Down o il più recente The Hurt Locker.

http://www.imdb.com/title/tt0887912/?ref_=ttqt_qt_tt
Ricordo di aver visto The Hurt Locker nei giorni seguenti la premiazione degli Oscar 2010. Come tanti probabilmente, ero incuriosita anche io da questo film pluri vincitore, che era stato definito “pellicola da uomo” fatta da una donna. Restai a guardarlo, attratta. Le premesse perchè il film mi potesse piacere c'erano tutte, soprattutto per Jeremy Renner, interprete che apprezzo.

http://www.imdb.com/title/tt0265086/?ref_=ttfc_fc_tt   Successivamente ho rivisto con altri occhi, ben diversi da quelli coi quali lo avevo guardato per la prima volta (annoiata e immatura), il docu-film Black Hawk Down. Capolavoro. Trasporto e sofferenza. Con una parola, empatia.
   Analizzarli entrambi sarebbe interessante ma non con le mie scarse capacità critiche. Posso solo azzardare la mia personale visione, che è quella di due pellicole legate da un minimo comune multiplo, la guerra, ma sfumate in versioni tanto varie da renderle così diverse. Nessuna pausa per lo spettatore, niente tregua per la missione di guerra in Black Hawk Down, un “documentario” che, oggi, considero forse il migliore del genere guerra-moderno. Attuale, tanto da poter essere stato fatto nel 2001 quanto ieri.
Allo stesso tempo affascinante e incomprensibile il soldato dal “cuore blindato”, che ha convinto decisamente la critica e ha regalato l'interpretazione di un ruolo non certo facile. Pur considerando magistrale in un genere tutto suo, il "bigelowiano" The Hurt Locker, ritengo però che Scott abbia fatto un capolavoro quasi dieci anni prima di lei.

2 commenti:

  1. Argomento interessante. Hai parlato di due film americani di pregevole fattura ma, a mio personalissimo parere, inaccettabili dal lato etico. Sia Black Hawk Down che The Hurt Locker si portano dietro il 'peccato originale': ovvero i soldati yankee eroi coraggiosi e baluardi del mondo contro i terroristi... una visione totalmente parziale e fuorviante della guerra. Intendiamoci: riconosco l'altissimo valore tecnico dei due film, ma non riesco a scinderlo da quello morale, pur essendo SINCERAMENTE convinto anche della buona fede dei registi: il fatto è che sia la Bigelow che Scott vogliono DAVVERO mostrarci l'insensatezza e la crudeltà della guerra, ma lo fanno sempre partendo dal presupposto che loro sono ' 'buoni' e gli altri i 'cattivi'.
    Va detto che la Bigelow col suo film successivo, Zero Dark Thirty, si è parzialmente riscattata da questa visione (perlomeno ha ammesso le torture di Guantanamo) mentre Scott... lo stiamo ancora aspettando!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... e lo aspetteremo per molto probabilmente...
      Hai colto un aspetto che avevo completamente lasciato in ombra, e non posso darti torto. Entrambe le pellicole testimoniano un "americanismo eroico", di chi sta dalla parte giusta. Tecnicamente valide, eticamente discutibili, me ne rendo conto.

      Elimina