lunedì 12 ottobre 2015

I CineEvergreen. Game of Thrones.

"Il potere risiede dove un uomo crede che risieda. Nulla di più, nulla di meno.»

«Vuoi dire che il potere è un trucco da guitti?»

«Voglio dire che è nient’altro che un’ombra sul muro ... Ma le ombre possono uccidere. E, certe volte, un uomo molto piccolo può proiettare un’ombra molto grossa.»


http://www.imdb.com/title/tt0944947/?ref_=ttmi_tt


Il trono di spade ("Game of thrones" - season 2)
Lord Varys (Conleth Hill) / Tyrion Lannister (Peter Dinklage)
Fonte citazione MyMovies

 

martedì 22 settembre 2015

"Qualcosa di visto": Blow Dry-Never Better. Commedia ironica da tenere in archivio.

   Raramente ficco il naso nel genere comedy ma "Blow Dry" è una tra le pochissime commedie che continuo ad apprezzare e che secondo me merita di essere recuperata. Diretta da Paddy Breathnach nel 2001, conosciuta anche come Never Better, raccoglie un cast convincente in una pellicola piuttosto semplice ma piacevolissima nella visione.  
http://www.imdb.com/title/tt0212380/?ref_=fn_al_tt_1 Alan Rickman nei panni di Phil gestisce con suo figlio (giovanissimo Josh Hartnett) una barbieria, mentre la sua ex moglie Shelley (Natasha Richardson) gestisce un salone con la sua compagna Sandra (Rachel Griffiths). Approda in città l'annuale British Hairdressing Championship, celebre conscorso per parrucchieri dove si scontrano i grandi stilisti del capello tra cui, vincitore indiscusso, c'è Ray (Bill Nighy, che nel film ha uno stile da fuori classe come sempre) con sua figlia Christina (Rachael Leigh Cook). 
Molto lineare ma non monotona. E' una pellicola che si lascia guardare con facilità e che può essere apprezzata per il cast convincente. I punti di forza sono ovviamente i pilastri maschili Rickman e Nighy, che regalano i momenti più briosi del film. L'uno che ha un paio di forbici da parrucchiere tatuato sotto la pianta del piede e l'altro con i brillantini al viso (con la solita espressione alla Nighy che già basta di suo). Le presenze femminili regalano al film le note più dolci e amare allo stesso tempo. Shelley malata di cancro, Sandra innamorata e non accettata dalla (ex) famiglia della compagna. Molto molto bella la sequenza del film dove appare Rosemary Harris nei panni di una vecchina cieca che farà vincere una sfida importante nella gara. Momenti simpatici ce ne sono: vengono pettinati i cadaveri all'obitorio, la fichetta bionda del gruppo rivale si fa acconciare a cuoricino la patonza... Insomma c'è ilarità al punto giusto. 
Concludo con una citazione del film che metto tra i miei personali CineEvergreen, ed è la battuta di Rickman mentre presenta la compagna della ex moglie, che lui stesso acconcia per la sfida Total Look della gara e che ovviamente li farà vincere...

"Sandra as ... Sandra."

Ndr. Ho visto Blow Dry solo in lingua originale, mai trovato in italiano. Il film è andato in onda in Tv ma non ho certezza che sia stato masterizzato per il noleggio o la vendita. Chi ne sa più di me ben venga!

martedì 25 agosto 2015

World Invasion. Backstage

   Tanto abituati a vedere film sugli alieni così quanto abituati a vedere quelli di guerra. Ma se si fondono due generi così longevi quali sono entrambi, il risultato può essere simile a quello ottenuto da World Invasion (2011) di
Non mi soffermo sul film in sè, nè sul cast o sulla vicenda narrata ma quello che ho trovato interessante di questa pellicola è l'idea di base e la sua realizzazione tecnica, scenica e pratica. 
Il film è un documentario di guerra su un'invasione aliena a Los Angeles. E già la cosa in sè è accattivante perchè lo stile documentario su una narrativa offre un'ottica piuttosto originale rispetto a ciò a cui siamo abituati. Non viene raccontata un'invasione globale ma c'è assoluta specificità. E' l'ottica di una squadra di Marines, e il brivido che si sperimenta durante la visione è quello della loro sopravvivenza. Si ha tempo per conoscere ogni personaggio e muoversi con loro per le strade invase. 

http://www.imdb.com/title/tt1217613/?ref_=fn_al_tt_1 La difficoltà primaria sta nel trovare un giusto equilibrio tra il genere guerra e fantascienza. Liebesman risolve il problema aggiungendo ad un documentario un'angolazione da cinema verità. La pellicola infatti è ricca di movimento come un action movie. Ci sono riprese dall'elicottero, sopra e sotto acqua, ci sono esplosioni, sporcizia e rapidità. Non mancano elementi di un "grande" film, quali suspance, brivido classico degli alieni, uniti alla precisione realistica di un documentario.
La ripresa è manuale, camera a braccia dalle angolazioni più disparate. I cameramen giravano sui camion, sopra i tetti, da dietro il fuoco e questo richiedeva un lavoro di squadra piuttosto complesso poichè le cineprese erano disposte ovunque sul setting. Liebesman cercava naturalezza, ecco perchè gli operatori giravano a due passi dalle esplosioni ricreate sul set e gli stessi interpreti non venivano avvertiti di rumori o suoni improvvisi durante le riprese. La difficoltà di girare sullo schermo blu è per gli attori quella di spingersi oltre la recitazione. Quando non si ha davanti un'immagine reale di ciò che si inscena, come nel caso degli alieni fisicamente assenti nel set (o quasi, dato che solo un alieno di 2,40 m era stato riprodotto e usato nella sequenza della autopsia, e gli altri riprodotti in post production con la CG), l'attore deve immaginare la minaccia e reagire di conseguenza. Liebesman aiuta il suo cast con rumori assordanti improvvisi che innescavano reazioni naturali. Tutto viene filmato, anche battute fuori dal copione. Nella ricerca della realisticità vengono anche sfruttati consulenti militari che effettivamente mettono del loro nelle sequenze belliche. Sono loro a dire come avrebbero dovuto disporsi i Marines in un'azione di salvataggio di civili, quando e come muoversi ecc...
   Il lavoro di presentazione di Liebesman ha entusiamato i produttori per primi e poi la Sony. Lui concorreva con altri registi alla realizzazione del film e per la sua presentazione ai produttori ha proposto una realizzazione digitale di come pensava il film. In cinque borse aveva messo immagini, fotografie di militari, bozzetti degli alieni, ecc. Si è ispirato ai videogames moderni, pescando anche da YouTube, e con software di CG ha ricreato il set e il design grafico degli alieni. Per i produttori era cosa fatta, ma toccava convincere gli studio e così Liebesman prende il cast, lo porta sul set un giorno intero e filma. Filma "a caso" movimenti, battute, sequenze tipiche da documentario, creando una sorta di trailer d'azione in stile game del film, da presentare allo studio.
Ovviamente ce la fa e anzi, pare che il suo lavoro sia ancora richiesto da vari produttori di Hollywood come riferimento da proporre ai loro registi nella fase di preparazione di un film. Liebesman ha impiegato tanto tempo e denaro per una sola realizzazione grafica, senza la certezza di essere scelto, che la cosa non è rimasta inosservata.
http://youbentmywookie.com/entertainment/first-detailed-look-at-battle-los-angeles-aliens-11348

   Il set: reale. Disponevano di armi, un elicottero militare, divise. C'era ovunque roba incendiata, sporca. Solo gli alieni sono stati creati con la computer grafica e (a parte quello fisicamente creato che citavo prima) si muovevano sul set un paio di operatori con tute adattate che simulavano gli spostamenti degli ET. L'intento era quello di creare un design dell'alieno completamente originale, che non traesse idee dalle cinematografie precedenti. Gli ideatori attingono molto dalla natura, pensando ad un lungo tentacolo che si trascina da una gamba e facendoli muovere quasi strisciando sul pavimento. L'alieno doveva essere minaccioso e paradossalmente credibile.
   Che il film in sè possa essere piaciuto o meno, sia agli amanti di genere bellico che a quelli di sci-fi, è cosa discutibile. Da apprezzare in World Invasion è la creatività tecnica e la ricerca di qualità che sono di valore aggiunto alla pellicola. Personalmente ho apprezzato il film e mi è piaciuto soprattutto rivivere quella atmosfera carica che mi ricordava tanto Black Hawk Down.

sabato 25 luglio 2015

Vacanze e parchi "blockbusters"

   Per chi è stanco del solito ombrellone o per chi sente la mancanza del cinema anche in ferie, c'è da tenere in considerazione come meta vacanziera i parchi a tema cinematografici sparsi per il globo... portafogli permettendo ovviamente!
   Meta più golosa per cinefili e non, pare sia (non per niente) Hollywood. Tra le attrazioni più gettonate agli Studios, l'area dedicata ai Simpson con tanto di Krusty Burger, il T-Rex di 15 metri e il Jurassic Park -The Ride con cascata artificiale che di metri ne conta oltre 25. Quest'anno il parco hollywoodiano ha spento 50 candeline e come ciliegina sulla torta ha presentato a giugno Fast and Furious Supercharged, una bellezza tecnologica costosissima che proietta a 360 gradi il brivido da street racer (in compagnia di un virtuale Vin Diesel).
   Altro must a Hollywood è il Walt Disney World Resosrt, cuore della saga Star Wars, con tanto di simulatori 3D e colazioni a tutto Galactic Breakfast.
   Europa non da meno comunque. Londra offre un'attrattiva super golosa per i fans potteriani. La tanto pubblicizzata Hogwarts ha sempre i battenti aperti e i set minuziosissimi e curatissimi valgono il viaggio a mio parere. Ah, nota da ricordare, il binario 9 e 3/4 è stato inaugurato recentissimamente!
Un viaggetto a Madrid sarebbe da fare per vedere la riproduzione della villa di Bruce Wayne, nel Parque Warner, e per un giro spericolato nel Coaster Express.
   La nostra cara e vecchia Italia comunque è l'ancora di salvezza per svogliati e tirchi. A Movieland in provincia di Verona, giochi a tema ce ne sono, dall'atmosfera anni '50 a 007, per passare a Diabolik e le sue montagne russe. 
www.mckameymanor.com   La lista è lunga e, giusto per citarli, il Disney California Adventure Park di Anaheim, per i più piccoli, il Six Flags Fiesta Texas a San Antonio con i binari alla Batman e il Krypton Coaster, il nuovissimo Cartoon Network Amazone in Thailandia, oppure il McKamey Manor a San Diego, per i più temerari amanti di horror e splatter. Una tortura su prenotazione che dura alcune ore, con tanto di esonero di responsabilità all'organizzazione per possibili malori. 
Commento personale: manco se mi pagassero!! :))))

www.mckameymanor.com (Fonte: Best Movie n.6 Giugno).

lunedì 6 luglio 2015

I CineEvergreen. Up in the Air.

"Ci sono animali che sopportano il peso dell'altro, che vivono in simbiosi per una vita intera: cigni monogami, amanti sfortunati. Noi non siamo quegli animali. 
Più lenti ci muoviamo più velocemente moriamo. Noi non siamo cigni. Siamo squali."


http://www.imdb.com/title/tt1193138/?ref_=nv_sr_1


Tra le nuvole ("Up in the Air"), 2009
Regia di Jason Reitman
Ryan Bingham (George Clooney)
Fonte Citazione MyMovies

venerdì 5 giugno 2015

Qualcosa di visto: Chocolat (2000)

http://www.imdb.com/title/tt0241303/?ref_=ttfc_fc_tt   Quella voglia suggerita dalla visione di una pellicola ... come un innesto alla Inception, ma di semplice cioccolata.
Che siano praline, cacao in tazza o tartufini, Chocolat risveglia il palato e, a mio parere, è uno di quei film da tenere in archivio.  
Lasse Hallström dirige nel 2000 Juliette Binoche e Johnny Depp, accompagnati da un ottimo cast tra cui Alfred Molina, Judi Dench, Lena Olin e Carrie-Anne Moss. E scusate se è poco!
   Un mix di commedia, dramma e romantico, confezionano un film ben strutturato e piacevole. Un buon corpo non solo narrativo ma scenografico e fotografico. Personaggi supportati da realisticità genuina, dialoghi che fungono da solida base di appoggio, e una colonna sonora senza tempo, quella del Minor Swing e dei componimenti di Rachel Portman.
   Una pellicola che offre momenti diversi, dalla profonda riflessione alla ilarità. Che tratta il tema della diversità (razziale o morale), della solitudine, della ricerca eterna di qualcosa ... o di fuga.
Ci ritroviamo nei volti di alcuni personaggi, per quella loro fragilità oppure per la fermezza con la quale convivono, o per il modo in cui fingono di farlo. 
   E quando Alfred Molina distrugge la vetrina per difendere i suoi ideali e si lascia andare al piacevole contatto di una scheggia di cioccolato che gli si scioglie sulla lingua, bèh, siamo con lui. Ci arrendiamo alla golosità che va oltre il semplice piacere del palato, ci liberiamo dalle regole e prendiamo il volo. Un volo liberatorio.
Insomma, bella questa pellicola da recuperare che sa ancora accontentare un pubblico eterogeneo. 
   
PS. Consigliata una visione con una barretta di cioccolato in mano pronta per l'uso... Non si sa mai.

venerdì 29 maggio 2015

I CineEvergreen. The Terminal.

"Bocca mangione. Mangia boccone!"


http://www.imdb.com/title/tt0362227/?ref_=nv_sr_1


The Terminal, 2004
Regia di Steven Spielberg
Viktor Navorski (Tom Hanks)
Fonte Citazione MyMovies

domenica 24 maggio 2015

... non è un film ma vita vera ...

Immaginarsi come sarebbe stata e scoprire poi come è fatta. 
Carolina non fa parte di un film ma è la mia vita reale, e questo è il più bello spettacolo che abbia mai visto. Mi auguro sia un lungometraggio intenso, sereno e pieno di vita. Del cast fanno parte le persone che amo, quelle importanti. La regia è affidata in buona parte a me e mio marito, ma molto sarà poi diretto dal "caso" o dal destino. 
La mia piccola è nata da poche settimane e già immagino quanti film guarderemo insieme sul divano... Per ora resto fuori dalle sale cinematografiche sbavando sulle locandine (non su tutte ovviamente!) e mi divorerò trailers e recensioni dei bloggers.   ;)
                                      

sabato 18 aprile 2015

"Shawarma" EndScene - Post Credits: The Avengers (2012)


http://marvel.com/characters/68/avengers


  ... Altro post lampo di aprile dedicato ai Vendicatori Marvel. 
 Lancio il ricordo del Post Credits Scene in chiusura della pellicola The Avengers del 2012, la breve sequenza dello "Shawarma". Pochi secondi in cui, sullo sfondo di un locale completamente devastato, gli eroi sfiniti si rifocillano senza proferir parola, ma completamente assorti nei loro pensieri.
Bellissimo Captain America che sta praticamente dormendo (o pregando?), Black Widow che fissa un punto nel vuoto, Falco pure non si cura di nessuno e mangia a gambe distese. Banner accenna ad un si col capo in segno di presa di coscienza, e attira per un attimo l'attenzione di Thor e Stark. 
Insomma, una manciata di secondi no talking, ma piena di gusto.
E allora ... Shawarma per tutti!


lunedì 13 aprile 2015

I CineEvergreen. The Avengers (2012).

"Ha solo una cassa di dinamite di Wile Coyote. Gli esploderà in faccia. E io sarò lì quando succederà."

"Si? Lo leggerò sui giornali!"

"Aha. Oppure indosserà l'armatura insieme a noi."

"Eh, vede... Io non indosso un'armatura. Sono scoperto, come un nervo. E' un incubo."


http://www.imdb.com/title/tt0848228/?ref_=nv_sr_1


The Avengers (2012)
Regia di  Joss Whedon
Tony Stark / Iron Man (Robert Downey Jr.) -
Bruce Banner / The Hulk (Mark Ruffalo)
Fonte citazione MyMovies

mercoledì 8 aprile 2015

Marvel One-Shot: Item 47 - The Avengers (2012)

... Aprile Marvel.

http://www.imdb.com/title/tt2247732/?ref_=ttfc_fc_ttAncora in attesa di Avengers "new entry", ributto un occhio allo short che ha accompagnato il film The Avengers del 2012, Item 47. Uno shortino senza infamia che ci stava bene per completare la visione. Un balzo in avanti di una storia parallela ma collaterale alla vicenda principale.
Due sfigatelli a cui non daresti un soldo di fiducia che riescono ad entrare addirittura nello SHIELD! Detto così sembra chissà che cosa, ma il cortometraggio in questione è godibile proprio nella sua semplicità. 
   Che succede in questa pellicolina, ve lo ricordate?
Conclusa la battaglia a New York e rimandati a casa gli alieni rompiballe, alla chiusura del portale sono ricascate alcune delle armi usate dai Chitauri. Quelle armi sono state ritrovate da terrestri poco affidabili che hanno subito approfittato della ghiotta occasione per fare dei "colpacci" in giro. I protagonisti del caso sono due, Claire (Lizzy Caplane) e Bennie (Jesse Bradford) che, riuscendo a far funzionare un bazooka alieno, si cimentano in un colpo in banca concluso alla grande. Lo Shield, manco a dirlo, li rintraccia e Sitwell (Maximiliano Hernández) viene inviato dall'agente Blake (Titus Welliver) a bloccare i due furfantelli e recuparare l'arma. 
Morale della storiella Sitweel che già inciampa (come vedremo successivamente in Captain America The Winter Soldier tanto per capirci), si mette in combutta coi due, facendoli entrare di ruolo nella celebre organizzazione.
   Niente di epico, niente da colossal. Solo uno shortino ben pensato, diretto da Louis D'Esposito, che mi andava di recuperare nell'attesa.
Carina l'idea che il post "battaglia tra mondi" abbia ripercussioni umane inattese.
   Per chi volesse vederlo nel caso gli fosse sfuggito, si tratta di una visione ultra leggera e di una manciata di minuti. 
Guardare, sorriderci sopra e passare ad altro. ;)

  
Item 47 - Marvel One Shot Official Clip - Canale Marvel UK

giovedì 2 aprile 2015

Aprile... per me è tutto Avengers

www.museowow.it
   Attendendo il 22 aprile (e pregando la mia poppante in arrivo di non mandarmi in sala parto prima di essere andata in sala cinema) ... dedico l'intero mese di mugugni qui nel mio bloggino ad un solo tema. Parola d'ordine: Avengers.
   Non batto certo la notizia, dato che è cosa già in corso, ma ci tenevo a spendere una post lampo sulla mostra dedicata ai supereroi Marvel in programma dal 28 marzo al 31 maggio, presso lo WOW SPAZIO FUMETTO (Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano).
Oltre 50 anni di storia disponibili in un appuntamento davvero goloso che arriva a destare l'interesse addirittura di tre generazioni. Si perchè, dagli anni '60 ad oggi, i Vendicatori hanno conquistato lettori e spettatori di ogni tipologia ed età... Credo infatti che il punto di forza di questa mostra sia quello di raccontare ai visitatori come gli eroi Marvel abbiano modificato non solo (cosa inevitabile) la grafica, ma la loro caratterizzazione e l'impatto sul pubblico... 

www.museowow.it

   Tavole di diversi autori, pezzi di collezioni private, gadgets e statue sono il condimento di un evento raro che servirà inevitabilmente ad accrescere l'aspettativa per l'atteso "Avengers: Age of Ultron" del 22 aprile. Ovviamente alla mostra sarà presente anche lui, Ultron, storico nemico dei Vendicatori, che sarà in buona compagnia dato che di antagonisti ne sono andati e venuti ben più di uno.
   Intrigante l'idea di un pannello olografico touchscreen realizzato da Epson e GlobalMedia, una sorta di database in cui Tony Stark conserva i dati sugli eroi che nel corso degli anni sono entrati a far parte dei Vendicatori. Bella anche la gabbia di Hulk e gli incontri programmati con disegnatori e laboratori, a tema Marvel ovviamente.
   Un evento questo che vale essere segnalato una volta di più a mio parere, anche se è stata già fatta una buona campagna informativa. Direi che è uno dei casi felici in cui fumetto e cinema si sposano in una sintonia d'eccellenza.
Insomma, se non c'avessi la pancia ci andrei, ma pazienza ... 
sbavo dalla mia tana. 




lunedì 23 marzo 2015

I CineEvergreen. Il diavolo veste Prada.

"E così qui le ragazze non mangiano niente?"
"Non più, da quando la 38 è diventata la nuova 40 e la 36 è diventata la nuova 38"
"Io porto la 42"
"Che è la nuova 56"


http://www.imdb.com/title/tt0458352/?ref_=fn_al_tt_1


Il diavolo veste Prada ("The Devil Wears Prada"), 2006
Regia di David Frankel
Nigel (Stanley Tucci) / Andy (Anne Hathaway)
Fonte citazione My Movies

lunedì 16 marzo 2015

Il Quidditch è sport e non manca neanche un Hogwarts. Harry Potter docet.

https://www.facebook.com/Sarteano2015   Lo sport del maghetto della Rowling è sbarcato nel mondo reale da dieci anni, su iniziativa degli studenti del Middlebury College, annata 2005. Si tratta ovviamente di una rivisitazione in modalità “semi-Potteriana” che vede 14 atleti di due squadre rivali (rigorosamente a cavalcioni di manici di scopa) rincorrere boccini d'oro o simil appesi sulla schiena degli avversari ... il tutto condito in una miscela di rugby, hockey e dodgeball. 
E questo magico sport è in procinto di approdare in Italia per i Campionati Europei di Quidditch. Sarteano (Toscana) diverrà templio magico dello sport potteriano il prossimo luglio.
   E per accontentare i babbani più esigenti, in Polonia sta accadendo qualcosa di davvero insolito... come l'apertura di una scuola per maghi in stile Hogwarts. La notizia era arrivata da qualche mese (e la ripropongo quindi alla buona), ma si tratta di un castello medievale dove gli studenti per un corso di qualche giorno si dividono in 5 case per macinare discipline quali storia della magia, stregoneria, incantesimi o quant'altro..
   A questo punto c'è da domandarsi se in un'epoca di crisi nera come quella che stiamo vivendo, il settore della magia possa essere un'ancora di salvezza per creare nuovi posti di lavoro.
E ci farei un pensierino!

martedì 10 marzo 2015

La verità è che non gli piaci abbastanza.

http://www.imdb.com/title/tt1001508/?ref_=ttfc_fc_tt   Non mi dedico spesso a recensioni nel mio bloggino, e raramente mi interesso di commedie, ma per questa faccio uno strappo e la inserisco tra le etichette "Qualcosa di visto" dato che si tratta di una pellicola del 2009. 
La verità è che non gli piaci abbastanza ("He's just not that into you") di Ken Kwapis è una commedia tratta dal manuale di Greg Behrendt e Liz Tuccillo (vedi Sex and the city, serie tv) che affronta in modo corale il tema dell'amore. Tema proposto da ben due ottiche diverse, quella femminile e quella maschile, che nel film offrono uno scenario speculare intriso di luoghi comuni e spunti originali.
 La struttura narrativa poggia principalmente su Gigi (Ginnifer Goodwin), personaggio sensibile e insicuro in cerca dell'amore ma intento più che altro a schiarirsi le idee sull'amore. Collateralmente si muovono storie dalle fattezze diverse che arricchiscono con ilarità una commedia dallo scopo riflessivo.
   Quello che mi ha attratta è la presenza di personaggi caratterizzati con pregio, che conosciamo da subito. E' facile intuire quello che faranno e ciò che succederà ad ognuno, ma non perchè "sputtanano" i loro ruoli ma perchè sono reali, simili a noi, ai nostri amici o ai nostri conoscenti. Ci si può identificare con facilità con almeno uno di essi e questo crea una simbiosi interessante con la pellicola. Gli stereotipi caratteriali sono tutti presenti direi, sia nella componente femminile che maschile. La romantica dubbiosa (Gigi appunto), la moglie pignola (Jennifer Connelly), la passionale (Scarlett Johansson), la disincatata (Jennifer Aniston) e la social maniaca (Drew Barrymore). Anche il bottino maschile è ricco di stereotipi chiave e di volti interessanti che animano la controversia di genere con argomenti interessanti: Justin Long è il saccente da manuale, Ben Affleck è "l'amarsi sempre, sposarsi mai", il bravo ragazzo sfigatello è Kevin Connolly e Bradley Cooper l'adultero. 
   Insomma, basi per argomenti stimolanti ci sono e il film offre tra l'altro dei momenti di stacco che sostengono ancora di più la narrazione. In punti di intermitttenza tra varie sequenze c'è l'intercalare di monologhi o scambi di battute offerti da personaggi pittoreschi. Le ciccione di colore sulla panchina ("Se senti una di queste frasette corri a comprarti biscotti o gelato, perchè sei stata mollata!"), il ragazzo del traghetto ("Se una donna fa la cacca nel tuo bagno allora non te la darà mai"), la sbronza al tavolo del bar ("Se un uomo non mi chiama vorrei riservarmi il diritto di chiamarlo ogni quarto d'ora finchè non risponde, ma se lui vede sempre il mio numero penserà che sono una psicopatica"), o la riccona divorziata ("Il vero maestro sono io ... tre mariti, duemila amanti, e mi devono ancora beccare") ... offrono siparietti sparsi nel film davvero piacevoli.
   Che dire di più? La verità è che non gli piaci abbastanza è una delle rarissime commedie che terrei in una personale collezione casalinga, non da vedere ogni tre mesi ma da ritirar fuori una volta ogni tanto per una visione di compagnia. 

   Per l'occasione ci metto pure un CineEvergreen con la frase che è un cardine portante della commedia. 


"La tua amica Terry è un'idiota ed è anche un'eccezione. Tra parentesi, un'eccezione rara".
"Ok! Ma se fossi anch'io un'eccezione?".
"No, non sei un'eccezione, per niente! Anzi tu sei la regola e la regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti. (...) Se un uomo ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero. Senza eccezioni".


La verità è che non gli piaci abbastanza ("He's just not that into you"), 2009
Regia di Ken Kwapis 
Alex () / Gigi ()

mercoledì 4 marzo 2015

Pillow Cinema di Londra: no alle poltroncine, si ai materassoni

   Sbirciando in giro per il web negli ultimi giorni mi ha incuriosita la notiziola del Pillow, un cinema di Londra che promuove un'iniziativa d'avanguardia e piuttosto curiosa. I promotori sono i ragazzi del Hottube Cinema, quelli che al posto delle poltroncine di sala avevano messo delle vasche jacuzzi. 
   Ci riprovano ora, nella stagione fredda, che ovviamente invoglia più ad un comodo materassone e coperta! Il cuscino bisogna portarlo, il pillow appunto, ma materasso e coperta li trovi pronti in sala al posto della poltroncina. Il "Beanbag" è abbastanza grande per poterselo godere sia da soli che in dolce compagnia ... e il cuscino lo si può noleggiare se viene dimenticato a casa (anche se lo slogan pare essere " No pillow, No entry"). :)
   Leggevo che il progetto sta girando l'Europa e ovviamente si caratterizza tutto nella sua stagionalità... Dopo le jacuzzi delle scorse stagioni e il materasso di questo inverno, vedremo cosa proporanno i ragazzi del Hottube in seguito! 
   Intanto, chi passa nei pressi di Brick Lane a Londra può fare una capatina comoda per un film disteso ... Evvai!

pillowcinema.com

domenica 1 marzo 2015

I CineEvergreen. Il profumo del mosto selvatico.

"Vuoi brindare insieme a me?"
"A cosa brindiamo?"
"A ... e se invece ..."
" A e se invece."


http://www.imdb.com/title/tt0114887/?ref_=fn_al_tt_1

Il profumo del mosto selvatico ("A Walk in the Clouds"), 1995
Regia di Alfonso Arau
Paul Sutton / Keanu Reeves
Victoria Aragon / Aitana Sánchez-Gijón

venerdì 20 febbraio 2015

13a edizione "Scrivere di cinema", premio Alberto Farassino.

   Il concorso nazionale per la critica cinematografica "Scrivere di cinema" riparte con una nuova edizione e si rivolge rigorosamente ai giovani critici aspiranti con un bando interessante e goloso. 
I fedeli sostenitori dell'iniziativa sono Cinemazero, Fondazione Pordenonelegge.it, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e MYmovies.it e, da quest'anno, si sono aggregati al progetto il blog di approfondimento culturale e cinematografico Minima&Moralia, e il Far East Film Festival di Udine, festival europeo di cinema dell'Estremo Oriente.
   Il premio dedicato al critico Alberto Farassino chiama a raccolta i giovani critici aspiranti tra i 15 e i 25 anni con due modalità di gara: Young Adult (15-19) e Under 25 (20-25).
La giuria di critici professionisti decreterà 3 vincitori per entrambe le sezioni di gara che si aggiudicheranno un workshop redazionale di un anno con Minima&Moralia. Sarà questa una sorta di redazione virtuale che proporrà articoli di critica cinematografica in una rubrica all'interno del blog, insieme allo scrittore Christian Raimo.
Per i vincitori della categoria Under 25 c'è anche la prospettiva di seguire l'edizione 2016 del Far East Film Festival di Udine attraverso articoli che saranno pubblicati su testate di critica, come anche su MYmovies.it. 

Il bando è facilmente consultabile su:
scriveredicinema.mymovies.it
e la lista dei film da recensire è piuttosto variegata. 

Penso (e mi auguro) che questa sia un'opportunità valida, trattandosi di una delle rare iniziative nelle quali chi ha voglia di mettersi in gioco può tentare senza grossi sforzi o investimenti. E penso anche che ... se fossi stata più giovane, magari, ci avrei provato pure io ... :)

lunedì 16 febbraio 2015

Suggestione oltre al realismo acustico. Il caso dei suoni dell'orribile.

   Il valore aggiunto che il suono apporta all'immagine cinematografica mi ha sempre attratta. Ragionare sui suoni, isolarli dalla sequenza visiva che si ha di fronte e riascoltarli poi mixati alla scena filmica. Che figata! Concetto chiave che si apprende da subito accostandosi alla materia "suono e immagine" (che è dire tutto e niente in cinematografia!), è la profonfa interdipendenza: il suono rende l'immagine differente da come essa sarebbe senza il suono, e viceversa. Un rumore sentito risuonare nel buio potrebbe benissimo non emozionarci, mentre, percepito di fondo ad una sequenza visiva di impatto, beh, fa la sua sporca figura.
Quando l'immagine proietta per pura suggestione una sensazione che un suono, di per sè, non comporterebbe affatto, siamo nel campo della pura magia per me. E il caso dei suoni dell'orribile (o suoni impressionanti) è l'esempio più concreto di tale meraviglia. 
   Il cinema sonoro classico ha perseguito da subito una suggestione evocata non tanto da ciò che viene mostrato, quanto da ciò che viene accostato, per convenzione, all'immaginazione. Non sempre ci colpisce la realisticità acustica infatti, ma la proiezione che quei suoni ci raccontano in una determinata sequenza filmica. 

http://www.imdb.com/title/tt0060107/?ref_=nm_flmg_wr_12


   Esempi di suoni dell'orribile al cinema ce ne sono a bizzeffe e di meravigliosi (o terribili!).
Ne prendo qualcuno che, nei manuali più esaustivi di musica per il cinema o discipline affini, non possono non essere citati. Il primo è un classico esempio del non vedere ma del sentire e intuire ciò che avviene. Mi riferisco alla sequenza della tortura proposta da Tarkovskij in Andrej Rublev (1969). Il principe russo che, torturato e ricoperto interamente di bende che gli scoprono solo le labbra, maledice i suoi aguzzini. La sequenza si spinge nell'agonia più totale quando uno dei suoi carnefici, coprendo la visuale dello spettatore con la testa, si accosta all'uomo e gli versa in gola dell'olio bollente. Noi non vediamo nulla di ciò che accade ma quel terribile suono, di un gargarismo raccapricciante, è esplicativo all'ennesima potenza. 
   Altra maestra del suono dell'orribile (lei, o meglio, i tecnici del suono) é stata Liliana Cavani che ne La pelle (1981) ha fatto sentire al pubblico che rumore fa il corpo di un ragazzino schiacciato da un carro armato, facendo scrocchiare della frutta. L'effetto rumoristico pare proprio sia stato ottenuto schiacciando un'anguria o qualcosa di simile, ma il risultato è stato proprio la percezione della vischiosità, dell'umido, dello scricchiolio di ossa di un corpo compresso. 
   Il sincronismo e la verosimiglianza giocano una partita importante al di là del realismo acustico. E questo è facilmente intuibile anche pensando a come lo stesso suono, magari prodotto con la medesima tecnica, può sonorizzare della semplice frutta schiacciata in un film comico o un corpo fracassato in un horror. 
La suggestione convenzionale è quello che mi esalta più di tutto. Pensare che in una scena oscurata dalle spalle di un carnefice o dalla testa di un aguzzino, cogliamo tutta la sofferenza del protagonista sventurato, solamente dalle sue grida o dai suoi mugolii ... credo che più esperienza filmica di questa non esista.

domenica 8 febbraio 2015

I CineEvergreen. Matrix

" Welcome to the real world "






Matrix ("The Matrix"), 1999
Regia di Andy & Lana Wachowski 
Morpheus / Laurence Fishburne
Fonte Citazione My Movies

lunedì 2 febbraio 2015

Autómata: canoni classici dello sci-fi. Potenzialmente godibile.

   Il robot che prende coscienza di sè, androidi che infrangono le leggi della robotica e auto rigenerazione. E il mondo? Popolazione umana che convive in una vicinanza forzata e poco rosea con quella degli automi. Insomma, bisogna dire che in Autòmata gli archetipi dello sci-fi ci stanno tutti e non sono certo d'avanguardia in originalità, ma ammetto che una visione la dedicherò certamente a questo thriller fantascientifico. 

http://www.imdb.com/title/tt1971325/?ref_=nv_sr_1


   Lavoro di Gabe Ibáñez alla regia e di Antonio Banderas alla produzione, uscirà il 26 febbraio nelle sale nostrane e pare possa accontentare nella media il pubblico amante di genere fantascienza. Se non proprio sci-fi impegnata, una potenzialità espressiva e narrativa questa pellicola dovrebbe averla. Le immagini del trailer suggeriscono un'atmosfera molto canonica ma godibile e un'aspettativa possiamo riporla fiduciosa anche nel cast (Banderas è protagonista e si muoverà nella scena accanto a Melanie Griffith, Dylan McDermott e Robert Forster). 
   Palpabile il richiamo alle pellicole "parenti" I, robot e Blade Runner (ok, su Blade Runner molti discutono sulla parentela), ma è piuttosto evidente la similitudine di fronte alla fisionomia del robot con gli occhietti tragicamente espressivi che chiede di essere risparmiato, dalle fattezze che ricordano i robot obsoleti della Usr proprio di Io robot, e le leggi della robotica che qui, invece, vengono definiti protocolli se non sbaglio. 
   Che dire della trama? Un mondo non così lontano e non così irreale, in fondo, che assiste all'ennesima evoluzione delle macchine. Cercando di immaginare quali saranno gli schieramenti effettivi e quali le reali minacce, attendo la visione, sperando di non trovarmi di fronte ad una polpetta insapore infarcita forzatamente di stereotipi fantascientifici.

martedì 27 gennaio 2015

Il cinema della memoria, ricchezza inestimabile.

   La giornata della memoria. Una memoria storica che fa ancora male. Ancora troppo fresca. 
Il mondo deve ricordare e le generazioni future devono continuare a sapere. L'arte da sempre ha dato il suo vastissimo contributo affinchè questa memoria storica non si perdesse. Letteratura, disegno, teatro, cinema e musica conservano opere artistiche di grande pregio.
   Per quanto riguarda il cinema, nel mio piccolo, per questo giorno di ricordi ho trovato interessante ripercorrere la filmografia della Shoah e ripensare alle pellicole che, nel tempo e con diversi stili e linguaggi, hanno raccontato l'olocausto.
Volendo delineare una sintesi essenziale del patrimonio cinematografico in questione, propongo semplicemente le pellicole che hanno toccato in modo specifico vari temi sulla persecuzione e lo sterminio degli ebrei.

http://www.imdb.com/title/tt0108052/?ref_=fn_al_tt_1


Il diario di Anna Frank (1959), regia di George Stevens
Jona che visse nella balena (1993), regia di Roberto Faenza
Schindler's list (1993) regia di Steven Spielberg
Il pianista (2002) regia di Roman Polanski
   ... il tema trattato nello specifico da queste pellicole è stato il genocidio.
 
Andremo in città (1966) regia di Nelo Risi
La vita è bella (1997) regia di Roberto Benigni
Il bambino con il pigiama a righe (2008) regia di Mark Herman
   ... hanno raccontato con amaro occhio artistico la vita nel lagers.

Il giardino dei Finzi Contini (1970) regia di Vittorio De Sica
Concorrenza sleale (2001) regia di Ettore Scola
   ... due tra le validissime pellicole che hanno ricordato le stragi naziste in Italia.

La stella di David (1959) regia di Konrad Wolf
L'amico ritrovato (1989) regia di Jerry Schatzberg
   ... annoverate tra le pellicole che affrontano il tema della resitenza.

Il processo di Norimberga (1959) regia di Félix Podmaniczky
Il grande dittatore (1940) regia di Charles Chaplin
La caduta degli dei (1969) regia di Luchino Visconti
   ... trattano il tema dei processi sui crimini nazisti.


Il grande dittatore (1940) regia di Charles Chaplin
La vita è bella (1997) regia di Roberto Benigni
   ... vengono distinte tra le pellicole che hanno raccontato con amara ironia l'olocausto.

   
   Fonti: Per questo elenco e per la divisione dei titoli, ho trovato molto utile ricorrere ad archivi on line della Rai sulla programmazione nelle giornate della memoria.
Schindler’s list

Schindler’s list
Schindler’s list

sabato 24 gennaio 2015

A tavola non parlare di politica, religione e ... Clint Eastwood!

... "Quel film è una cazzata, dai retta a me". Quante volte lo sento dire. 
   Alla mia età ho un'idea piuttosto chiara degli argomenti da trattatare in determinate situazioni e una ancora più limpida di quelli da evitare. Il cinema è uno di quei temi che può rivelarsi molto caldo. Stimolante però. Quando a parlare di cinema ti ritrovi a tavola, in famiglia (e la famiglia è numerosa), ecco che si innesca quella miccia che solitamente scatta parlando di politica, religioni o dieta macrobiotica. 
http://www.mymovies.it/film/2015/americansniper/
   Oggetto della recente "discussione" familiare è stato la pellicola di Eastwood, American Sniper. Film che non ha convinto pienamente il pubblico c'è da dire, ma del quale non scendo nei dettagli perchè non è l'intento di questo post. Mi ha molto incuriosita però come l'argomento cinema abbia catturato l'attenzione di tutti i commensali e di come il dibattito sulla qualità di certe pellicole faccia poi i conti con il critico più spietato che davvero mira come un cecchino, il nostro gusto. 
Partendo dal film in questione abbiamo scambiato opinioni sull'aspettativa che molti di noi avevano, aspettativa in parte delusa. 
Fatto sta che alla tavola dei miei suoceri il film di Eastwood è stato bocciato, eh si, per il suo finale. No comment.
   E se si scambiano opinioni divergenti su American Sniper, allora ci si incendia per pellicole come Locke. Claustrofobico o geniale? Chi lo ha apprezzato proprio perchè si è trattato di una pellicola difficile e (il mondo è bello perchè è vario) chi ci si è addormentato sul divano al secondo minuto.
   Insomma, fare una regola non è davvero pensabile ma, da osservatrice esterna, ho assaporato questo curioso scambio di vedute cinematografiche, sorprendendomi dei titoli che saltavano fuori come esempi: da Saw a Street Fighter, passando per Big Fish
   Vabbè, digestivo necessario alla fine del pasto, ma tutto sommato è stata un'esperienza interessante. 
   Tirando le somme e concludendo, ho capito che se si parla di Berlusconi cinque commensali su nove cambiano discorso dopo dieci secondi; se si parla del papa si distraggono circa quattro su nove; se si confrontano pietre miliari a cagate cinematografiche, siamo tutti lì a litigare allegramente. 
E questa è la cosa più importante. :)

venerdì 16 gennaio 2015

16 gennaio: Trieste Film Festival apre i battenti.

   Il Teatro Miela e la sala Tripcovich ospitano ancora la rassegna di Trieste e questa sarà la 26esima edizione, uno degli appuntamenti più interessanti con il cinema Europeo.
Dal 16 al 22 gennaio il programma pare ben strutturato e offre spazio a momenti di diverso spessore. I tre concorsi internazionali consueti saranno quelli dedicati ai migliori lungometraggi, cortometraggi e documentari (decretati dal pubblico), che rappresenteranno al meglio i paesi dell'Europa centro-orientale di richiamo della rassegna, nonché omaggi, incontri con la stampa ed eventi di vario genere.  


   Mi pare meriti un occhio di riguardo l'incontro col polacco Krzysztof Zanussi, ospite atteso del festival, che terrà una masterclass il 18 gennaio e che, tra l'altro, propone l'anteprima italiana del suo ultimo lavoro proprio alla rassegna triestina, Obce cialo ("Foreign Body").
Il programma di apertura comunque interessa il drammatico in costume di Vera Glagoleva, Mesyats v derevne (“Two Women”), interpretato da Ralph Fiennes e Sylvie Testud.
   La sala web del Festival in collaborazione con MyMovies, alla sua seconda edizione, seleziona alcune tra le pellicole in programma, che saranno visibili sempre dal 16 al 22 in streaming on demand su MyMovieslive. E stasera si apre con Al doilea joc ("The second game") di Corneliu Porumboiu.

giovedì 8 gennaio 2015

Ant-Man chiude lo step 2 Marvel e concorre al botto per la fase 3.

   Luglio 2015 nuovo Marvel Studios in sala. 
Un cinecomic che parrebbe differenziarsi dagli altri e che getterebbe le basi per un intreccio sempre più denso dei prossimi appuntamenti Marvel, quelli dello step 3 appunto.

http://www.imdb.com/title/tt0478970/?ref_=fn_al_tt_1

   Ant-Man, comics originario del gruppo Avengers, gode della regia di Peyton Reed e dello script di Adam McKay e Paul Rudd, nonchè protagonista. Scelta interessante questa, che potrebbe determinare un segno distintivo della pellicola e che, me lo auguro, potrebbe difendersi bene. 
Cast potenzialmente produttivo dove si apprezzano particolarmente i nomi di , Evangeline Lilly, Corey Stoll (che interpreterà Yellowjacket) e John Slattery (nei panni di Howard Stark).
   Che succede in questo capitolo quindi? Il Douglas-Dott. Hank Pym si sposa in un'alleanza insolita con un ladro professionista, Scott Lang (appunto Rudd), per affidargli un'identità sorprendente ed una missione particolare. 
   Quanto sarà fedele ai fumetti questo uomo formica lo scopriremo e per ora ammetto (come al mio solito) di avere alte aspettative per un altro prodotto della sfornata Marvel.


Official trailer
https://www.youtube.com/watch?v=cY-yoX2put0