sabato 24 gennaio 2015

A tavola non parlare di politica, religione e ... Clint Eastwood!

... "Quel film è una cazzata, dai retta a me". Quante volte lo sento dire. 
   Alla mia età ho un'idea piuttosto chiara degli argomenti da trattatare in determinate situazioni e una ancora più limpida di quelli da evitare. Il cinema è uno di quei temi che può rivelarsi molto caldo. Stimolante però. Quando a parlare di cinema ti ritrovi a tavola, in famiglia (e la famiglia è numerosa), ecco che si innesca quella miccia che solitamente scatta parlando di politica, religioni o dieta macrobiotica. 
http://www.mymovies.it/film/2015/americansniper/
   Oggetto della recente "discussione" familiare è stato la pellicola di Eastwood, American Sniper. Film che non ha convinto pienamente il pubblico c'è da dire, ma del quale non scendo nei dettagli perchè non è l'intento di questo post. Mi ha molto incuriosita però come l'argomento cinema abbia catturato l'attenzione di tutti i commensali e di come il dibattito sulla qualità di certe pellicole faccia poi i conti con il critico più spietato che davvero mira come un cecchino, il nostro gusto. 
Partendo dal film in questione abbiamo scambiato opinioni sull'aspettativa che molti di noi avevano, aspettativa in parte delusa. 
Fatto sta che alla tavola dei miei suoceri il film di Eastwood è stato bocciato, eh si, per il suo finale. No comment.
   E se si scambiano opinioni divergenti su American Sniper, allora ci si incendia per pellicole come Locke. Claustrofobico o geniale? Chi lo ha apprezzato proprio perchè si è trattato di una pellicola difficile e (il mondo è bello perchè è vario) chi ci si è addormentato sul divano al secondo minuto.
   Insomma, fare una regola non è davvero pensabile ma, da osservatrice esterna, ho assaporato questo curioso scambio di vedute cinematografiche, sorprendendomi dei titoli che saltavano fuori come esempi: da Saw a Street Fighter, passando per Big Fish
   Vabbè, digestivo necessario alla fine del pasto, ma tutto sommato è stata un'esperienza interessante. 
   Tirando le somme e concludendo, ho capito che se si parla di Berlusconi cinque commensali su nove cambiano discorso dopo dieci secondi; se si parla del papa si distraggono circa quattro su nove; se si confrontano pietre miliari a cagate cinematografiche, siamo tutti lì a litigare allegramente. 
E questa è la cosa più importante. :)

6 commenti:

  1. ma il cinema è come il calcio...ognuno lo vede come vuole...

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    1. Vero. Politica, calcio, religione e ... cinema! :)

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  2. Ogni volta che si parla del buon Clint, effettivamente viene sempre fuori questa spaccatura alla guelfi e ghibellini ... confesso che, pur con tutta la sua bravura, sinceramente non riesco ad apprezzarlo del tutto e incondizionatamente

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    1. La penso come te. Grande rispetto per questo regista, ma non ho la capacità di apprezzarlo pienamente.

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  3. Non apprezzo proprio tutto di Clint Eastwood però tecnicamente bisogna apprezzarlo, poi le storie che descrive....possono piacere oppure no.

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    1. Sul suo stile registico non ho nulla da dire. Sui temi che tratta neanche più di tanto. Critico quel suo ego patriottico che si porta sempre dietro. Un fardello pesante a volte.

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